Il Milan e il colpo Rabiot: un affare senza commissioni e un rapporto speciale con Allegri
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Redazione Sport
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L’operazione di mercato che ha portato Adrien Rabiot al Milan, definita ormai da tutti un “super colpo”, si è rivelata un autentico affare sotto il profilo economico, oltre che un’azione fulminea portata a termine poco prima della chiusura della sessione estiva. La società rossonera, cogliendo al volo un’opportunità irripetibile, è riuscita a soddisfare una delle richieste più insistenti del proprio allenatore, Massimiliano Allegri, che vede nel centrocampista francese l’elemento polivalente in grado di implementare diversi moduli di gioco finora solo ipotizzati. L’aspetto finanziario più rilevante, che rende l’affare ancor più vantaggioso, è l’assenza di un corrispettivo per la figura dell’agente, trattandosi della madre del calciatore, Veronique, che ha curo personalmente le trattative.
L’importanza dell’acquisto è stata sottolineata con enfasi da Giacomo Ferri, ex calciatore e oggi allenatore, durante la trasmissione “Maracanà” su TMW Radio. Secondo la sua analisi, “con l’acquisto di Rabiot il valore del Milan è aumentato dell’80%”, una dichiarazione che pone l’accento sull’impatto tecnico e patrimoniale che il giocatore apporta all’intero organico. Ferri, nel corso dell’intervento, si è anche soffermato su un confronto tra due campioni assoluti come Luka Modrić e Kevin De Bruyne, senza però esprimere una preferenza netta, affermando che entrambi, “chi per un motivo, chi per un altro”, sono destinati a incidere profondamente sulla stagione.
Un’ipotesi più provocatoria, ma non per questo meno degna di nota, arriva invece da Antonio Cassano, il quale, a “Viva El Futbol” con Lele Adani e Nicola Ventola, ha lanciato un monito circa i possibili sviluppi interni. “Lui ha spinto per l’arrivo di Rabiot. È un suo uomo, un giocatore importante che in A può far la differenza”, ha esordito Cassano, per poi aggiungere: “Occhio che a lungo andare potrebbe anche mettere fuori Modrić, perché a lui non piacciono questi giocatori, come fece con Pirlo”. Un paragone, quest’ultimo, che attinge direttamente alla storia recente del club, ricordando la scelta di Allegri di spostare il regista in una posizione diversa durante la stagione dello scudetto vinto insieme proprio a Cassano, nel 2011




