Stellantis, Urso frena sugli aiuti: «Ho già dato» e chiede un secondo modello a Mirafiori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha chiuso la porta a nuovi contributi specifici per Stellantis, rispondendo con un laconico «Ho già dato» a chi gli domandava se il governo fosse pronto a mettere sul piatto ulteriori risorse pubbliche per il gruppo automobilistico.
La dichiarazione è arrivata lunedì 19 ottobre a margine dell'assemblea per i 120 anni dell'Unione Industriali di Torino, dove il titolare del dicastero ha precisato che l'esecutivo resta disponibile a sostenere eventuali investimenti attraverso gli strumenti ordinari destinati alle imprese, come i contratti di sviluppo e gli accordi di innovazione.
Per la componentistica, ha ricordato Urso, sono già stati stanziati oltre 1,3 miliardi di euro, con misure dedicate anche ai mini contratti di sviluppo, in modo che i benefici raggiungano le piccole e medie imprese della filiera dell'automotive.
Il nodo del secondo modello e le condizioni chieste dall'azienda
La presa di posizione del ministro si inserisce nel confronto sul futuro dello stabilimento di Mirafiori, dove la produzione della Fiat 500 ibrida ed elettrica non è ritenuta sufficiente a garantire volumi adeguati. Urso ha ribadito che serve un secondo modello per aumentare la produzione nello storico impianto torinese, un obiettivo sul quale aveva già espresso convergenza l'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa.
Quest'ultimo, nei giorni precedenti, aveva però subordinato l'eventuale assegnazione di una nuova vettura alla creazione di condizioni competitive, indicando nel costo dell'energia uno dei principali ostacoli da superare e sollecitando un intervento delle istituzioni. Sul punto il ministro ha spostato l'accento sull'Europa, sostenendo la necessità di un cambiamento delle politiche comunitarie per rendere sostenibili le imprese del continente.
Diciannove anni di ammortizzatori sociali e il conto della componentistica
Il braccio di ferro tra governo e azienda si consuma mentre a Mirafiori è in corso l'ennesima tornata di cassa integrazione. Dal 19 al 30 ottobre la misura coinvolge 1.074 lavoratori delle Carrozzerie, di cui 934 operai e 140 impiegati, sulla linea della 500.
Per lo stabilimento torinese si tratta del diciannovesimo anno consecutivo di ricorso agli ammortizzatori sociali: le prime tre settimane di cassa risalgono al 2008, quando la crisi dei mutui subprime innescò la recessione mondiale, e da allora la fabbrica non è più tornata a una piena saturazione produttiva. Il sociologo Giovanni Semi, docente all'Università di Torino, ha definito il modello «avvilente» perché continua a segnalare a quella fascia di lavoratori e lavoratrici che di fatto non sono utili né integrati nel sistema produttivo piemontese.
Il tavolo automotive prima della chiusura di bilancio
Urso ha annunciato che un nuovo tavolo automotive sarà convocato al ministero delle Imprese prima della conclusione della sessione parlamentare di bilancio, dunque entro la fine dell'anno. L'incontro servirà a verificare lo stato di avanzamento degli impegni assunti da Stellantis nell'ambito del Piano Italia, non soltanto per quanto riguarda gli stabilimenti e i nuovi modelli, ma anche per le ricadute sulla filiera della componentistica e sugli investimenti annunciati nel campo dell'innovazione.
Il ministro ha precisato che il monitoraggio riguarderà anche i volumi produttivi e le ricadute occupazionali legate agli accordi sottoscritti, mentre resta aperta la partita delle condizioni energetiche richieste dall'azienda per giustificare nuovi investimenti industriali nel Paese.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
