Australia, al via lo scrutinio dei voti delle legislative
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Redazione Esteri
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Milano, 3 mag. – Mentre a Melbourne si aprono le urne per il conteggio dei voti delle elezioni parlamentari australiane, i primi dati – seppur parziali – sembrano già delineare un quadro chiaro. Con circa 18 milioni di cittadini obbligati a votare, com’è prassi in un sistema che da oltre un secolo impone la partecipazione elettorale, il Partito laburista del premier Anthony Albanese si conferma in testa, secondo le proiezioni dell’emittente pubblica Abc. Ma la vera incognita, almeno per ora, è se il margine ottenuto sarà sufficiente a garantirgli una maggioranza stabile.
I dati preliminari, con un quarto delle schede scrutinato, assegnano ai laburisti il 33,9% dei consensi, contro il 29,9% della coalizione di centrodestra guidata da Peter Dutton, che unisce Liberali e Nazionali. Un vantaggio significativo, ma non tale da escludere la necessità di alleanze con i cosiddetti "crossbenchers", i parlamentari indipendenti o di partiti minori, per formare un governo. Le operazioni di voto, che si sono concluse alle 22 ora locale (le 12 in Italia), hanno visto una partecipazione massiccia, compresi elettori in costume da bagno a Bondi Beach, dove il clima mite ha reso le file ai seggi quasi una passeggiata estiva.
Albanese, accompagnato dalla compagna e dal figlio, ha votato a Sydney con un’aria fiduciosa, consapevole che i sondaggi gli davano favorito per un secondo mandato. Ma la politica australiana, con il suo sistema elettorale proporzionale e la frammentazione del voto tra Stati popolosi come il Nuovo Galles del Sud e territori più conservatori come il Queensland, riserva spesso sorprese.
L’attenzione ora si sposta sui collegi più incerti, soprattutto quelli della costa occidentale, dove il conteggio potrebbe ribaltare alcune previsioni. Intanto, i media locali – non solo l’Abc, ma anche altri principali network – hanno già attribuito la vittoria ai laburisti, sebbene senza certezze sul numero esatto di seggi. Quaranta dei 76 scranni del Senato e tutti i 150 della Camera dei Rappresentanti sono in palio, in un meccanismo che richiederà ancora ore, se non giorni, per essere decifrato completamente.




