Tredicesima 2025, a dicembre l'accredito per pensionati e dipendenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l'approssimarsi del periodo natalizio, si rinnova l'attesa per il pagamento della tredicesima mensilità, una gratifica che rappresenta, per una vasta platea di cittadini, un sostanziale incremento delle disponibilità economiche finalizzato a far fronte alle spese tipiche della fine dell'anno. La legge 350 del 2001, che ne disciplina i tempi e le modalità di erogazione, stabilisce infatti che il versamento debba avvenire entro il giorno di Natale o, in ogni caso, non oltre la fine di dicembre, sia per i lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico sia per i pensionati. Un appuntamento fisso, quello con il cosiddetto "doppio stipendio", che non subirà variazioni nel 2025 e che si accompagna, per sua natura, alla fiscalità ordinaria, senza che siano previsti, per quest'anno, bonus aggiuntivi o incentivi straordinari legati all'importo percepito.

Pensioni più ricche con quattordicesima e bonus

Per molti pensionati, l'accredito di dicembre si configura come un appuntamento particolarmente vantaggioso, poiché alla mensilità aggiuntiva si uniscono altri importi. Come accade in Toscana, dove quasi un milione di percettori di trattamenti pensionistici, di cui circa 520 mila sono donne, vedranno arrivare sul proprio conto, oltre alla pensione ordinaria e alla tredicesima, anche la quattordicesima mensilità non incassata nel mese di luglio e l'importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dalla normativa vigente. Questo cumulo di voci, se da un lato garantisce un assegno complessivo di entità superiore alla norma, dall'altro impone una certa attenzione alle regole fiscali, ai limiti per l'utilizzo del contante e alla possibilità di conguagli che potranno essere regolati in sede di dichiarazione dei redditi.

Le altre misure INPS per le famiglie

Il mese di dicembre non è caratterizzato solo dal pagamento delle mensilità aggiuntive, ma anche dall'erogazione di un ventaglio di contributi a sostegno dei nuclei familiari. L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, nello specifico, si appresta a distribuire una serie di provvidenze economiche che spaziano dall'assegno unico per i figli a carico ai contributi destinati alla copertura delle rette per gli asili nido o per l'assistenza ai minori con disabilità. A queste misure, che rientrano nella ordinaria amministrazione, si affiancano poi interventi più recenti, come il nuovo bonus mamme, e sostegni mirati per le famiglie con un reddito particolarmente basso, completando un quadro di aiuti che coinvolge trasversalmente una fetta significativa della popolazione.

I numeri del Nord-Est

La portata economica del fenomeno è evidente osservando i dati a livello territoriale, come quelli che emergono per il Veneto, dove si stima un impatto complessivo di circa 4,7 miliardi di euro. Nelle province di Padova, Verona e Vicenza si registra il numero più alto di beneficiari, con 1,3 milioni di pensionati che inizieranno a ricevere la gratifica a partire dal primo giorno del mese e poco più di 1,8 milioni di lavoratori dipendenti che, invece, la vedranno accreditata entro la vigilia di Natale. Un afflusso di liquidità che, sebbene soggetto alle consuete ritenute, rinfranca le economie domestiche e stimola, inevitabilmente, i consumi nel periodo dell'anno tradizionalmente dedicato agli acquisti e alle celebrazioni.

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