Tredicesima 2025, calendario e importi per lavoratori e pensionati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con l’avvicinarsi del mese di dicembre, l’attenzione di milioni di italiani si concentra sulla tredicesima mensilità, un appuntamento consolidato che rappresenta un’integrazione salariale di fine anno. L’erogazione di questo emolumento, il cui importo è proporzionale alla retribuzione percepita, segue tempistiche ben precise, sebbene differenziate tra le diverse categorie di destinatari. Per i pensionati, l’accredito della gratifica natalizia è fissato per il primo giorno del mese, un lunedì, in concomitanza con il pagamento della pensione ordinaria, un accorgimento che semplifica la gestione finanziaria in un periodo tradizionalmente caratterizzato da maggiori esborsi.

Un dicembre favorevole per i pensionati

Il cedolino di dicembre si configura, per i percettori di trattamenti pensionistici, come particolarmente sostanzioso, un fatto che deriva dalla concomitanza di diversi elementi. Alla tredicesima, infatti, si aggiunge per alcuni la quattordicesima mensilità, prevista per determinate tipologie di pensioni, oltre alla sospensione temporanea del prelievo delle addizionali IRPEF locali. Quest’ultima circostanza, unitamente alla presenza di eventuali bonus, contribuisce a incrementare la somma netta che verrà accreditata, offrendo una provvidenziale tregua in un contesto di generale erosione del potere d’acquisto.

Le attese disattese e il calcolo dell'importo

Le aspettative di una mensilità aggiuntiva più cospicua, che aveva alimentato il dibattito pubblico nelle scorse settimane, sono state tuttavia disattese. I provvedimenti legislativi che avrebbero potuto introdurre forme di detassazione o bonus una tantum, dei quali si era molto discusso, non hanno infatti trovato spazio all’interno della Manovra economica. Ne consegue che il calcolo dell’importo della tredicesima per i lavoratori dipendenti dovrà basarsi sulle consuete modalità, prendendo in considerazione la retribuzione lorda e proiettandola sul periodo di lavoro effettivo all’interno dell’anno. La somma, che costituisce un vero e proprio stipendio extra, sarà corrisposta secondo un calendario stabilito dai contratti collettivi nazionali, il quale può variare leggermente da un settore all’altro.

Il malcontento e le rivendicazioni sociali

La questione delle retribuzioni e del trattamento economico dei cittadini, del resto, è tornata con forza al centro del dibattito nazionale. La recente partecipazione alla manifestazione indotta dalla Cgil, che ha visto una grande adesione, è stata interpretata come un segnale eloquente di un disagio diffuso. Le ragioni di questa insofferenza, che attraversa il Paese, affondano le proprie radici in problematiche strutturali, dalla precarietà del lavoro ai bassi salari, fino alle criticità che investono il sistema sanitario e la pressione fiscale, temi che continuano a sollecitare una risposta concreta.

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