Caos alla Vuelta: annullata la tappa di Bilbao dopo le proteste
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Redazione Sport
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La corsa rosa, che quest'anno attraversa la Spagna, è stata scossa da eventi imprevisti che hanno portato a una decisione senza precedenti. L'undicesima tappa, un percorso di 157,4 chilometri con arrivo e partenza da Bilbao, è stata infatti annullata dalla direzione di gara a causa di una manifestazione di protesta che ne ha reso impossibile il regolare svolgimento, in particolare nella zona designata per il traguardo.
La situazione, divenuta rapidamente ingestibile, ha obbligato i commissari a intervenire applicando una misura eccezionale. Come spiegato da Kiko García, direttore tecnico della corsa, è stato deciso di utilizzare il regolamento che prevede la rilevazione dei tempi nell’arco degli ultimi tre chilometri, evitando così di eliminare intere fasi della competizione ma di fatto sopprimendo la volata finale e, di conseguenza, la vittoria di tappa. “Quando abbiamo visto il primo passaggio al traguardo, cosa stava succedendo e che la situazione era incontrollabile”, ha dichiarato García, “abbiamo deciso di utilizzare l’arco dei tre chilometri per cronometrare i tempi e non eliminare nessuna parte della tappa, ma solo il traguardo stesso”.
Le ripercussioni immediate si sono concretizzate in un ritardo di diverse ore nella pubblicazione della classifica ufficiale, lasciando corridori e squadre in una condizione di attesa e incertezza sul reale posizionamento in graduatoria. A poche ore dalla conclusione dell’episodio, l'Unione Ciclistica Internazionale è intervenuta con un comunicato ufficiale, prendendo una netta posizione sull’accaduto. “L'UCI condanna fermamente le azioni che hanno portato all'annullamento dell'undicesima tappa”, si legge nella nota, che ribadisce “l'importanza fondamentale della neutralità politica delle organizzazioni sportive” e il “ruolo unificante e pacificatore dello sport”.




