Il nuovo Btp Valore sfonda il tetto dei 10 miliardi in due giorni, ordini milionari e un mercato che non teme le tensioni internazionali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un dato, nel mezzo della pioggia di miliardi che sta caratterizzando il collocamento del nuovo Btp Valore, che racconta meglio di tante analisi lo stato d'animo del risparmiatore italiano: un minuto. È quanto è bastato, nella giornata di debutto, per vedere piazzato un ordine da 15 milioni di euro. Un record che, se nelle passate edizioni del Titolo dedicato al retail avrebbe resistito per ore se non per giorni, è stato polverizzato in soli quattordici minuti, quando un altro investitore – evidentemente con una liquidità ancora più imponente da parcheggiare – ha sottoscritto un maxi-ordine da 18 milioni di euro, portandosi a casa lo scettro di acquisto più rilevante di questa tornata.

La febbre per il Btp Valore, giunto alla sua settima emissione, non accenna quindi a placarsi. Dopo aver chiuso la prima giornata con un'affluenza da record, con 6,04 miliardi di euro raccolti e quasi 177mila contratti firmati, il secondo giorno di collocamento ha confermato il trend, aggiungendo al bottino ulteriori 4,19 miliardi di euro. I contratti odierni, poco più di 131mila secondo i dati diffusi da Borsa Italiana, portano il totale delle sottoscrizioni in soli due giorni a quota 10,19 miliardi di euro, un risultato che supera di slancio i 9,7 miliardi raccolti nel medesimo lasso di tempo dall'emissione dello scorso ottobre. Il collocamento, salvo una chiusura anticipata che al momento non sembra all'orizzonte, proseguirà regolarmente fino a venerdì 6 marzo, con termine fissato per le ore tredici.

Rendimenti scaglionati e premio fedeltà, la formula che convince i piccoli risparmiatori

Il meccanismo che sta alla base di questo ennesimo successo di cassetta è ormai rodato e si basa su una struttura di cedole nominali crescenti nel corso dei sei anni di vita del titolo, quelle che gli addetti ai lavori definiscono a "step-up". I tassi minimi garantiti, fissati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze alla vigilia dell'operazione, prevedono un rendimento del 2,50 per cento per il primo e il secondo anno, una cifra che salirà al 2,80 per cento durante il terzo e il quarto anno per poi attestarsi al 3,50 per cento nel biennio finale, quello che porterà gli investitori alla scadenza naturale del bond, fissata per il 10 marzo 2032. A ciò si aggiunge, per chi avrà la pazienza e la fiducia di detenere il titolo fino a quella data, un premio fedeltà extra pari allo 0,8 per cento del capitale investito, un bonus che porta il rendimento medio annuo lordo attorno al 3,08 per cento.

I risparmiatori, si sa, amano la concretezza, e la possibilità di ricevere gli interessi ogni tre mesi – e non con la classica cadenza semestrale – rende l'investimento più tangibile. Fare una simulazione aiuta a capire: su un investimento di 10mila euro, nel primo biennio si incassano circa 250 euro lordi all'anno (62,50 euro a trimestre), che diventano 280 euro l'anno nel biennio centrale e infine 350 euro annui nell'ultimo biennio, per un totale di cedole lorde pari a 1.760 euro in sei anni. Aggiungendo il bonus fedeltà di 80 euro, sempre lordo, si arriva a un guadagno complessivo di 1.840 euro, il 18,4 per cento del capitale versato. Una prospettiva non certo irrisoria, nell'attuale contesto di tassi di interesse che, pur essendo tornati a livelli più sostenuti rispetto al passato recente, non offrono molte alternative altrettanto sicure e fiscalmente vantaggiose.

Il contesto internazionale e la fiducia delle famiglie, un legame controcorrente

L'aspetto forse più interessante di questa emissione, al di là dei numeri pur impressionanti, è la sua capacità di correre su un tappeto di tensioni geopolitiche che avrebbero potuto frenare qualunque slancio. Il collocamento è iniziato, infatti, in una giornata particolarmente complessa per i mercati finanziari europei, con le Borse del Vecchio Continente che hanno chiuso in territorio negativo all'indomani dell'avvio dell'operazione militare di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Uno scenario, quello mediorientale, che riaccende i timori legati al prezzo dell'energia e, di riflesso, all'inflazione, alimentando un flight-to-quality che spinge gli investitori istituzionali verso asset percepiti come più sicuri del debito italiano, allargando di conseguenza lo spread con il Bund tedesco.

Eppure, la macchina del Btp Valore non solo non si è inceppata, ma ha macinato ordini con una continuità che stupisce. Il taglio medio delle sottoscrizioni, attestatosi intorno ai 34.138 euro, conferma la natura "popolare" dell'operazione, una fetta consistente di quel risparmio privato che, complice anche la promozione del titolo durante il Festival di Sanremo, continua a vedere nei titoli di Stato un porto sicuro. D'altronde, dal lancio del primo Btp Valore nella primavera del 2023, la quota di debito pubblico in mano alle famiglie italiane è praticamente raddoppiata, arrivando a sfiorare il 14 per cento: un segnale di fiducia non da poco, in un'epoca di incertezze globali e di una politica monetaria che, pur allentando la morsa, mantiene i rendimenti obbligazionari su livelli interessanti. I tassi definitivi, che potrebbero essere ritoccati al rialzo rispetto ai minimi garantiti, verranno comunicati al termine del collocamento, venerdì, quando il Tesoro farà anche il punto sulla cifra finale raccolta.

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