Manovra 2026, Giorgetti mette in campo 18 miliardi per tasse e famiglie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha presentato la legge di Bilancio per il 2026, un impianto da circa 18 miliardi di euro l’anno che attende il via libera definitivo del Consiglio dei ministri, fissato per il 17 ottobre. Questa manovra, di carattere espansivo, si propone di coniugare il sostegno ai redditi più bassi e alle imprese con la necessità di non far deragliare i conti pubblici, un equilibrio sempre delicato che il governo cerca di perseguire attraverso interventi mirati. Le risorse, la cui copertura è stata delineata nel documento programmatico inviato a Bruxelles, troveranno una fonte significativa di finanziamento nel settore creditizio e in quello assicurativo, chiamati a versare complessivamente 4,5 miliardi nel triennio, una decisione che ha ricevuto il consenso dell’Associazione Bancaria Italiana.

Il cuore della manovra: fisco e sostegno alle famiglie

Al centro del disegno di legge si colloca una revisione dell’Irpef, con l’aliquota per la fascia di reddito più alta che scenderà dal 35% al 33%, un provvedimento che, se da un lato mira ad alleviare la pressione fiscale sul ceto medio, dall’altro rappresenta una delle voci di costo più consistenti per l’erario. Alle famiglie è destinato un pacchetto di aiuti che prevede il potenziamento del bonus per le neomamme e l’introduzione di un nuovo modello di calcolo dell’Isee, strumenti concepiti per veicolare le risorse in modo più preciso verso chi ne ha effettivo bisogno. Non mancano, poi, misure che toccano da vicino i lavoratori dipendenti, come la cosiddetta “flat tax” sugli aumenti di stipendio, applicata con un’aliquota agevolata del 10%, una mossa che incoraggia la crescita retributive senza appesantire il prelievo.

Gli interventi per il mondo produttivo e le coperture

Il testo, articolato per il triennio 2026-2028, riserva una particolare attenzione alle imprese, confermando e rilanciando alcuni strumenti di sostegno agli investimenti. Vengono prorogati i crediti d’imposta per le Zone Economiche Speciali e per le Zone Logistiche Semplificate, si parla di un rinnovo della Nuova Sabatini per favorire l’acquisto di beni strumentali e si annuncia una rimodulazione delle accise sulla plastica e sugli zuccheri, le cosiddette plastic e sugar tax. Quest’ultima, in particolare, rientra in un più ampio disegno di razionalizzazione della fiscalità che mira a trovare nuove entrate senza gravare in maniera eccessiva sul sistema, mentre si registra un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile, un aggiustamento dettato da esigenze di sostenibilità del sistema previdenziale.

Il percorso verso l’approvazione e lo scenario

Con l’ok del Consiglio dei ministri di venerdì 17 ottobre, la manovra inizierà il suo iter parlamentare, un passaggio cruciale durante il quale il testo potrebbe subire modifiche e integrazioni. L’impianto generale, tuttavia, appare ormai definito nei suoi cardini principali, che ruotano attorno a un’operazione di alleggerimento della pressione fiscale per alcune categorie e di stimolo agli investimenti privati, il tutto finanziato da un mix di interventi sul sistema tributario e dai contributi straordinari del settore finanziario. Si delinea, insomma, una manovra che cerca di rispondere a esigenze diverse, tentando di bilanciare le richieste della società con i vincoli di bilancio.

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