Giorgetti, tagli e investimenti per la nuova manovra
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Redazione Interno
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Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti, durante un'audizione alla Camera, ha illustrato i dettagli della terza legge di bilancio del governo Meloni, caratterizzata da una nuova austerità che si prevede durerà almeno sette anni. La manovra, finanziata principalmente attraverso la lotta all'evasione fiscale e i tagli, prevede un incremento significativo degli stipendi per i lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 40 mila euro l'anno, destinando a tale misura ben 18 miliardi su 28 totali.
Giorgetti ha sottolineato come la manovra punti a rilanciare la crescita e i consumi, nonostante le critiche ricevute, paradossalmente, proprio dai sindacati. Inoltre, il ministro ha espresso fiducia riguardo al PIL, pur frenando sull'obiettivo del 2% di spesa per la difesa richiesto dalla NATO, considerato ambizioso e non del tutto compatibile con il quadro della governance europea vigente. Si prevede infatti di raggiungere l'1,57% nel 2025, con un potenziamento degli investimenti nel settore della difesa per un valore complessivo di 35 miliardi nel periodo 2025-2039.
La vittoria di Donald Trump alle recenti elezioni presidenziali americane ha riacceso il dibattito sugli effetti che la nuova amministrazione USA potrebbe avere sulle economie europee, in particolare riguardo al contributo alla NATO da parte dei Paesi membri. Trump ha più volte sollecitato i governi a rispettare la quota del 2% del PIL per la spesa in armamenti, ritenuta insufficiente.
La manovra di Giorgetti, pur ambiziosa e complessa, rappresenta un tentativo di bilanciare le esigenze di crescita economica interna con gli impegni internazionali, in un contesto di austerità e rigore finanziario.




