Mosca nel mirino dei droni ucraini, oltre 600 incursioni nella notte. Esplosioni e incendi a Kiev
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Redazione Esteri
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Oltre seicento droni hanno sorvolato la regione di Mosca nel corso dell'ultima notte, in quella che si configura come una delle operazioni di maggiore ampiezza mai condotte dalla difesa ucraina nei confronti della capitale russa. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha parlato di un'incursione senza precedenti per numero di velivoli impiegati, precisando che le forze di difesa aerea sarebbero riuscite a neutralizzarne più di duecento nei cieli della oblast'.
I detriti dei mezzi abbattuti sono precipitati in diverse aree della periferia cittadina, dove i servizi di emergenza sono immediatamente intervenuti per mettere in sicurezza le zone colpite e gestire le conseguenze degli impatti al suolo. Il bilancio provvisorio parla di almeno tre persone rimaste ferite a causa della caduta dei frammenti, un dato che potrebbe purtroppo aggravarsi con il proseguire delle operazioni di bonifica e soccorso.
La risposta russa su Kiev e l'allarme missili balistici
La replica di Mosca non si è fatta attendere e, nella notte tra sabato e domenica, la capitale ucraina è stata nuovamente presa di mira da un attacco missilistico che ha seminato panico e distruzione. Poco prima delle tre del mattino, ora locale, il sindaco Vitali Klitschko ha diramato un allarme urgente tramite il suo canale Telegram, invitando la popolazione a mettersi in salvo e a non uscire dalle proprie abitazioni per fronteggiare l'offensiva nemica.
Testimoni oculari e giornalisti dell'agenzia Afp hanno confermato il boato di forti esplosioni riecheggiate per tutta la città, segno evidente dell'impatto dei missili balistici contro obiettivi individuati dalle forze russe. L'attacco, che ha coinvolto anche un considerevole numero di droni – si parla di oltre centotrenta velivoli lanciati contro Mosca come atto di ritorsione – ha riacceso la tensione su un fronte che sembrava ormai cristallizzato in una logica di logoramento reciproco.
Incendio al mercato dei libri di Kiev e il lavoro dei vigili del fuoco
Tra gli obiettivi colpiti dai missili russi figura il celebre mercato dei libri di Kiev, una struttura molto conosciuta nei pressi della stazione della metropolitana di Pochaina, andata in gran parte distrutta da un vasto incendio divampato dopo l'esplosione. Le immagini diffuse dall'agenzia Reuters mostrano i vigili del fuoco intenti a domare le fiamme tra i banconi e le strutture in fiamme, mentre il fumo nero si alza denso nel cielo mattutino della città.
I servizi di emergenza della capitale ucraina hanno reso noto che almeno due persone sono rimaste ferite nel corso dell'attacco missilistico, sebbene non siano stati resi noti i dettagli sulle loro condizioni di salute. L'incendio, alimentato dalla carta e dai materiali infiammabili presenti nel mercato, ha richiesto un imponente dispiegamento di mezzi e uomini per essere contenuto, mentre la popolazione cercava riparo nei rifugi antiaerei disseminati per la città.
La diplomazia ferma e il timore europeo di essere esclusa dai negoziati
Nel mezzo di questa escalation militare, il quadro diplomatico appare sempre più ingessato e segnato da profonde fratture. Un anno dopo il vertice di Anchorage, i colloqui tra Stati Uniti e Russia per una possibile de-escalation risultano di fatto congelati, con il presidente americano Donald Trump che non sembra intenzionato a coinvolgere direttamente le cancellerie europee nei futuri tavoli negoziali.
Secondo un resoconto del New York Times, che cita cinque funzionari europei, Francia, Germania e Gran Bretagna stanno lavorando a un formato negoziale autonomo per garantire all'Europa un posto al tavolo delle trattative. Questa iniziativa, che mira a creare un canale di dialogo dedicato tra Ucraina e Russia, nasce dalla preoccupazione concreta che il presidente americano possa procedere in solitaria, escludendo di fatto gli alleati europei da qualsiasi decisione sulla sicurezza del continente, mentre Mosca continua a mostrare scarso interesse per un confronto serio e costruttivo.
Il conflitto si inasprisce con l'uso massiccio di droni e missili
La notte di attacchi incrociati conferma una tendenza preoccupante: l'uso massiccio di droni come strumento offensivo primario, capace di mettere in difficoltà le difese aeree avversarie e di colpire obiettivi strategici nel profondo del territorio nemico. I numeri parlano di oltre seicento incursioni sulla regione di Mosca e di un centinaio di velivoli impiegati da entrambe le parti, numeri che testimoniano una fase di intensificazione delle ostilità che non accenna a diminuire.
Sul fronte interno, le autorità locali stanno gestendo l'emergenza con la massima cautela, mentre gli abitanti delle capitali coinvolte vivono ore di apprensione al suono delle sirene e degli allarmi missilistici. La caduta dei detriti e gli incendi che ne sono derivati rappresentano un rischio concreto per la popolazione civile, costretta ancora una volta a subire le conseguenze di una guerra che si fa ogni giorno più vicina e pericolosa.
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