Nvidia crolla e trascina Nasdaq, Bitcoin e crypto nel vortice del panico
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Redazione Economia
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La giornata di Borsa si apre all’insegna dell’incertezza, con i mercati finanziari che oscillano tra timori e speranze, mentre Nvidia, uno dei colossi tecnologici più influenti, segna un pesante ribasso, trascinando con sé non solo il Nasdaq ma anche il mondo delle criptovalute, già in affanno da oltre 24 ore. Bitcoin, che aveva toccato i massimi storici a gennaio, fatica a mantenere il livello degli 86.000 dollari, scivolando sotto gli 87.000 e alimentando ulteriormente il clima di tensione tra gli investitori.
Wall Street, dal canto suo, non offre rassicurazioni. Gli indici principali aprono la seduta con movimenti contrastanti: il Dow Jones guadagna lo 0,4%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq segnano rispettivamente un -0,02% e un -0,46%. Questa partenza incerta riflette l’ansia diffusa tra gli operatori, che si trovano a fare i conti con una serie di fattori destabilizzanti, tra cui l’incertezza sulle politiche economiche dell’amministrazione Trump e il calo delle principali società tecnologiche, tradizionalmente considerate un pilastro dei mercati.
Il crollo di Nvidia, in particolare, ha un impatto significativo. L’azienda, leader nel settore dei semiconduttori e delle GPU, è da tempo considerata un termometro della salute del comparto tech. Il suo ribasso non solo pesa sul Nasdaq, ma si ripercuote anche su altre realtà legate al mondo della tecnologia e delle criptovalute, come Coinbase, che perde oltre il 4% in apertura.
Parallelamente, il mercato delle criptovalute vive una delle sue fasi più critiche degli ultimi mesi. Bitcoin, dopo aver raggiunto picchi storici all’inizio dell’anno, sembra aver perso slancio, scivolando verso livelli che molti interpretano come un segnale di ulteriore debolezza. Il calo, che coinvolge anche altre criptovalute, è alimentato da una combinazione di fattori, tra cui la crescente regolamentazione del settore e il timore di un rallentamento della domanda da parte degli investitori istituzionali.
Sul fronte dei titoli tradizionali, non mancano segnali contrastanti. Mentre alcuni settori, come quello dei beni di consumo e delle utilities, mostrano una certa resilienza, altri, come quello tecnologico e finanziario, continuano a soffrire. Home Depot, Wal-Mart e PepsiCo registrano performance positive, mentre Tesla, Amazon e Intel arrancano, contribuendo al clima di incertezza.
Il quadro complessivo è ulteriormente complicato dai rendimenti dei Treasury a 10 anni, che toccano i minimi dall’inizio dell’anno, riflettendo la cautela degli investitori verso i rischi di un’economia che, nonostante i dati positivi del quarto trimestre 2024 (+2,3% su base annua), mostra segnali di affaticamento.




