Wall Street chiude in calo dopo i verbali Fed, mentre Nvidia brilla tra ricavi record e timori sulla Cina
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Redazione Economia
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I mercati statunitensi hanno concluso la sessione con segno negativo, influenzati dalle indicazioni della Federal Reserve e dai risultati finanziari di Nvidia, che pure ha superato ogni aspettativa. La banca centrale, confermando la possibilità di "uno o due tagli dei tassi entro l’anno", ha tuttavia lasciato trapelare preoccupazioni per una recessione incombente, contribuendo a un clima d’incertezza. Intanto, il gigante dell’intelligenza artificiale ha presentato numeri da capogiro, trainati soprattutto dal settore Data Center, ma ha anche lanciato un avvertimento sulle crescenti tensioni commerciali con la Cina.
Nvidia, che ormai rappresenta un pilastro dell’innovazione tecnologica, ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2026 con ricavi pari a 44,1 miliardi di dollari, un balzo del 69% su base annua e del 14% rispetto al trimestre precedente. «La domanda per le infrastrutture legate all’AI è incredibilmente forte», ha dichiarato l’amministratore delegato Jensen Huang, ribadendo il ruolo centrale dell’azienda in quella che è ormai una rivoluzione industriale. I dati, che hanno superato le stime degli analisti (43,3 miliardi attesi), sono stati sostenuti in particolare dal comparto Data Center, cresciuto del 73%, mentre l’utile per azione si è attestato a 96 centesimi, contro i 93 previsti.
Nonostante i risultati eclatanti, però, l’ombra delle politiche commerciali dell’amministrazione Trump – che ha reintrodotto dazi e restrizioni verso Pechino – si è fatta sentire. Nvidia stessa ha ammesso che le frizioni geopolitiche potrebbero rappresentare un rischio futuro, anche se, per il momento, l’impatto sembra marginale. Il titolo, dopo un iniziale entusiasmo in after-hours, ha mostrato qualche esitazione, riflettendo la cautela degli investitori di fronte a uno scenario globale sempre più complesso.
Intanto, la Fed ha reso noti i verbali dell’ultimo meeting, dai quali emerge un approccio cauto: se da un lato si ribadisce l’intenzione di alleggerire la politica monetaria entro fine anno, dall’altro si sottolinea la necessità di ulteriori prove sul rallentamento dell’inflazione. Un equilibrio delicato, che ha contribuito a frenare l’ottimismo sui mercati, già in fibrillazione per le incognite macroeconomiche.




