Il ritiro dorato: Lukaku chiude con Napoli, sogna Milano ma trova le porte sbarrate

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sipario sull’esperienza di Romelu Lukaku al Napoli si è chiuso, molto probabilmente, prima del previsto e con un rumore assordante di silenzi. L’attaccante belga, dopo aver lasciato Castel Volturno nei giorni scorsi, proseguirà il suo recupero fisico in patria: un accordo raggiunto «di comune accordo» con il club azzurro, come recita la nota ufficiale, che sancisce però una separazione ben più profonda di quella meramente sanitaria.

La frattura totale e il sogno malinconico di Milano

Intervenuto sul canale Youtube di Fabrizio Romano, il giornalista Matteo Moretto ha dipinto uno scenario di rottura definitiva, chiarendo come non si tratti solo di un addio al campo stagionale ma di un vero e proprio divorzio sentimentale e professionale. «Il rapporto tra il Napoli e Romelu Lukaku è assolutamente chiuso», ha spiegato Moretto, aggiungendo un dettaglio che fa riflettere sull’isolamento del calciatore: «ha interrotto i rapporti con buona parte di compagni e anche con la parte sportiva». Una frattura, quest’ultima, che coinvolge inevitabilmente Antonio Conte, l’allenatore che lo ha voluto fortemente a Napoli e che in passato ne aveva già esaltato le qualità.

L’aspetto forse più intimo e umano della vicenda, però, affiora dal desiderio inespresso del centravanti. Moretto rivela come l’idea iniziale del belga fosse quella di provare a tornare a Milano, spinto da «una questione di vita e personali». Un ritorno che profumava di rivalsa o forse solo di comfort zone, ma che si è infranto contro una realtà granitica: «a Milano le porte sono chiuse da ambo le parti». Né l’Inter, con cui il legame si era già logorato dopo l’estate successiva alla finale di Champions, né il Milan, che non considera il profilo del trentatreenne funzionale al proprio progetto, hanno intenzione di riaprire un dialogo.

L’inchiesta belga e il Mondiale come unico orizzonte

Mentre il Napoli si prepara a chiudere il campionato senza di lui – le trasferte contro Pisa e la sfida casalinga con l’Udinese sono già state archiviate senza la sua disponibilità – il futuro di Lukaku sembra pendere sempre più lontano dall’Italia. A favorire la transizione verso il rientro in Belgio ha giocato un ruolo non secondario Cresta, lo studio legale che supporta l’attaccante e che, come fanno notare i media belgi come Het Nieuwsblad, ha gestito le trattative per conto del giocatore per ottenere il nullaosta dal club.

L’obiettivo dichiarato, infatti, è soltanto uno: il Mondiale di giugno. Lukaku si affiderà a specialisti personali ad Anversa, letteralmente scappato da un ambiente in cui il clima si era fatto irrespirabile, soprattutto dopo le polemiche seguite alla diagnosi dell’infiammazione all’ileopsoas che lo tormenta da mesi. Quella che poteva essere una cavalcata trionfale verso la conferma – ricordiamo le quattordici reti decisive che lo resero protagonista assoluto dello scudetto – si è trasformata in un contenzioso continuo. La società, da parte sua, non farà più nulla per trattenerlo: la priorità è uscire dall’ingaggio pesante (circa 8.5 milioni di euro netti), liberando spazio e risorse.

L’impressione, al netto dei comunicati ufficiali che parlano di un «percorso di recupero in patria», è che dietro la scelta del belga si celi la consapevolezza di aver chiuso per sempre con il calcio italiano. Le porte di Milano sono sbarrate, quella di Napoli definitivamente sprangata dall’interno. A Lukaku non resta che curare il fisico e preparare la valigia per gli Stati Uniti, nella speranza che un buon mondiale possa rigenerare un valore di mercato ormai in caduta libera, attirando pretendenti lontani dal vibrante tifo del Maradona.

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