Bad Bunny protagonista nel film "Porto Rico" con Bardem e Norton, l’esordio alla regia di Residente

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il 2026 si conferma l’anno della consacrazione definitiva per Bad Bunny, che dopo aver infranto ogni record musicale – dal Grammy come album dell’anno per Debí Tirar Más Fotos alla storica esibizione all’intervallo del Super Bowl, vista da oltre 128 milioni di spettatori – si prepara ora a varcare la soglia di Hollywood in qualità di protagonista. Il cantante portoricano, all’anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, reciterà infatti nel film dal Titolo Porto Rico, pellicola che segna il debutto alla regia del collega e amico René Pérez Joglar, universalmente noto come Residente, artista anch’egli vincitore di 34 Grammy e Latin Grammy nel corso della sua carriera con i Calle 13 e da solista. Accanto a lui, un cast di prim’ordine che annovera nomi del calibro di Javier Bardem, Edward Norton e Viggo Mortensen, con la produzione esecutiva affidata al regista messicano Alejandro González Iñárritu, premio Oscar per The Revenant e Birdman. Il progetto, in cantiere fin dal 2023, si presenta come un’opera ambiziosa e profondamente radicata nella terra d’origine dei due musicisti.

Un western caribeño per raccontare le radici dell’isola

Porto Rico viene descritto dagli addetti ai lavori come un "epico western caraibico", un dramma storico che trae ispirazione da vicende realmente accadute e che ruota attorno alla figura di José Maldonado Román, conosciuto con il nome di battaglia di Águila Blanca, rivoluzionario portoricano che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento lottò contro il dominio coloniale, prima spagnolo e poi statunitense. La sceneggiatura, firmata da Residente insieme ad Alexander Dinelaris – già autore del copione di Birdman e per questo premiato con la statuetta –, intreccia la grande storia con un approccio visivo che si preannuncia crudo e poetico al contempo, nel tentativo di restituire la complessità di un’identità nazionale da sempre contesa. La scelta del titolo, che riprende la grafia utilizzata dall’amministrazione americana tra il 1900 e il 1932, non è evidentemente casuale e sottolinea la volontà di affrontare senza infingimenti il rapporto, spesso controverso, tra l’isola e gli Stati Uniti.

La visione di Residente e le parole di Norton

"Ho sognato di fare un film sul mio Paese fin da bambino. La vera storia di Porto Rico è sempre stata circondata da controversie", ha dichiarato Residente in una nota diffusa ai media internazionali, spiegando le motivazioni profonde che lo hanno spinto a cimentarsi con la macchina da presa per un lungometraggio. "Questo film è una riaffermazione di ciò che siamo, raccontata con l’intensità e l’onestà che la nostra storia merita". Un progetto, questo, che gli ha permesso di unire due delle sue più grandi passioni – la musica e la narrazione visiva – dopo anni passati a dirigere videoclip premiati e cortometraggi. Sulla stessa lunghezza d’onda si pone Edward Norton, che oltre a recitare veste i panni di produttore tramite la sua Class 5 Films: l’attore ha paragonato l’opera a pellicole come Il Padrino o Gangs of New York, capaci di intrattenere con un dramma viscerale ma anche di costringere lo spettatore a confrontarsi con il lato d’ombra del racconto idealizzato americano. "Tutti sanno che René è un poeta del linguaggio e del ritmo. Ora vedranno che lo è anche della visione. E metterlo insieme a Bad Bunny per narrare la vera storia delle radici di Porto Rico sarà come una fiamma che incontra la miccia di una dinamite che aspettava solo questo momento".

Bad Bunny, dalla musica al primo ruolo da protagonista

Per Bad Bunny, che di recente è stato indicato dalla IFPI come il quinto artista più ascoltato al mondo nel 2025, si tratta del primo vero ruolo da protagonista sul grande schermo, dopo apparizioni in film come Tren bala accanto a Brad Pitt e Caught Stealing con Austin Butler, passando per Cassandro e l’imminente Happy Gilmore 2. Una progressione che appare studiata con cura: dal cameo nella serie Narcos: Mexico ai personaggi secondari in produzioni di genere diverso, fino a questo salto, più rischioso e ambizioso, che lo vede al centro della scena in un’opera dal forte spessore politico e identitario. Residente stesso ha motivato la scelta dell’interprete spiegando di aver cercato "qualcuno a cui dolesse Porto Rico quanto me e che si inorgoglisse quanto me quando cantano il nostro vero inno". Un legame, quello con la propria terra, che Bad Bunny ha esibito con orgoglio anche durante la performance al Super Bowl di inizio febbraio, trasformando i pochi minuti a disposizione in un tripudio di ritmi, colori e tradizioni dell’isola, in quella che è stata letta come una risposta culturale alle recenti tensioni politiche.

Le riprese del film, prodotto da 1868 Studios – società nata dalla collaborazione tra Residente, Sony Music Latin-Iberia e Sony Music Vision –, non hanno ancora una data d’inizio ufficiale, così come è ancora da annunciare il calendario di distribuzione. Ciò che è certo è che l’operazione Porto Rico si preannuncia come uno degli eventi cinematografici dei prossimi mesi, capace di fondere l’appeal pop di una superstar globale con la profondità di uno sguardo autoriale e la potenza di un cast di prim’ordine, il tutto all’insegna di una riappropriazione della memoria storica portoricana.

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