Bad Bunny, la "Casita" contesa vale sei milioni di dollari
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quella che ormai rappresenta una delle scenografie più riconoscibili del panorama musicale internazionale, una fedele ricostruzione di un’abitazione portoricana che sale sul palco in ogni tappa del "DeBì Tirar Mas Fotos World Tour", è improvvisamente diventata l’epicentro di una tempesta legale destinata a tenere banco nelle aule di giustizia.
L’elemento centrale dello show, quello stesso spazio privilegiato dove vip e fan selezionati si trovano a pochi passi dalla superstar, non è solo una scelta estetica o uno stratagemma per coinvolgere il pubblico, bensì il potenziale grimaldello per una causa da sei milioni di dollari.
A sollevare la questione è Roman Carrasco Delgado, un ottantaquattrenne proprietario dell’immobile originale situato a Humacao (Porto Rico), il quale sostiene che quell’accordo iniziale, stipulato per un semplice cortometraggio di undici minuti, sia stato ampiamente superato nella prassi commerciale del tour, del merchandising e della promozione discografica senza che lui ne traesse il giusto beneficio.
L’accordo saltato e la violazione della privacy
Secondo quanto emerge dai documenti depositati e riportati da testate come "20minutos", la concessione iniziale della proprietà da parte di Delgado era limitata e circoscritta esclusivamente alla realizzazione del cortometraggio pubblicato all’inizio del 2025, lo stesso che fungeva da accompagnamento visivo all’omonimo album.
La replica della struttura, utilizzata invece come palcoscenico secondario durante le tappe europee – comprese le dieci date consecutive e già sold out allo stadio Metropolitano di Madrid – rappresenterebbe, agli occhi del querelante, uno sconfinamento commerciale non autorizzato.
La denuncia tocca anche un aspetto più intimo e personale, ossia la cronica mancanza di riservatezza: il viavai di fan e curiosi, sempre pronti a immortalare con smartphone e reflex la facciata dell’abitazione originale, avrebbe reso la vita del proprietario un vero e proprio calvario mediatico, compromettendo quella quiete domestica che nessun compenso, peraltro mai percepito da Delgado, avrebbe potuto restituire.
Un parterre di ospiti illustri tra Madrid e Porto Rico
Mentre la macchina giudiziaria si muove tra le richieste di risarcimento (i cinque milioni per il presunto arricchimento ingiusto più un ulteriore milione per i danni morali e la perdita di privacy) l’atracción principale continua a fare il tutto esaurito in Europa.
Durante la prima data spagnola del trenta maggio, lo spazio vip della "Casita" ha accolto una sfilza di volti noti del jet set internazionale: tra questi spiccavano l’influencer italiana Chiara Ferragni, accompagnata dal fidanzato colombiano José Hernandez, l’attrice spagnola Ester Expósito, resa celebre dalla serie "Élite", e la cubana Ana de Armas.
Non sono mancati in passato, nelle tappe precedenti di Porto Rico, nemmeno i fuoriclasse del calcio come Lionel Messi o stelle del cinema come Penélope Cruz e Javier Bardem, a dimostrazione di come questa struttura sia diventata un vero e proprio magnete per il mondo dello spettacolo.
La disputa legale e il valore iconico della scenografia
Nonostante la cornice patinata e la presenza di celebrità – basti pensare al momento virale in cui la stessa Expósito ha ballato a fianco del rapper o alla presenza della Ferragni, che ha definito l’esperienza "insane" sui suoi canali social – la controversia legale resta un tarlo per la produzione.
La denuncia, che non coinvolge solo l’artista ma anche le società Rimas Entertainment, Move Concerts e A1 Productions, solleva un interrogativo classico nel diritto dello spettacolo: quanto è tutelabile la riproduzione di un’architettura popolare quando questa diventa simbolo di un fenomeno commerciale globale?
La "Casita", nata come tributo alle radici e alla nostalgia per la patria lontana cara al cantante, rischia di trasformarsi da icona affettiva a costo fisso milionario, costringendo gli avvocati a trovare una quadra tra la libertà artistica e il diritto all’immagine di una proprietà privata.




