Reggio Emilia, chi è Mena Istafanous: disoccupato, vive con i genitori, nessun legame con il fondamentalismo
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Redazione Interno
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Mena Istafanous, 26 anni, nato a Reggio Emilia da famiglia di origine egiziana, è l'uomo arrestato per l'aggressione avvenuta domenica sera al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo, nella zona di Buco del Signore. Vive con i genitori in un'abitazione non lontana dall'area di servizio dove si è consumata la vicenda. È disoccupato, anche se in passato ha svolto diversi lavori saltuari, tra cui l'animatore. La famiglia, di origine egiziana, è di fede cristiana copta.
Il quadro emerso dalle indagini
Nelle prime ore di indagini e durante la perquisizione nella casa, non è emerso nulla che colleghi il 26enne al fondamentalismo islamico. L'ipotesi terroristica non è in campo. Gli inquirenti stanno concentrando gli accertamenti su problemi psichiatrici legati alla tossicodipendenza: il giovane aveva recentemente iniziato un percorso di cura presso il Centro di salute mentale di Reggio Emilia, ma dopo un primo colloquio non si era presentato al secondo appuntamento. Il quadro che emerge è quello di una persona seguita dai servizi, con un percorso interrotto.
La dinamica dell'aggressione
Secondo la ricostruzione degli investigatori, intorno alle 19 di domenica il 26enne è arrivato a forte velocità nell'area di servizio a bordo di un'auto scura, tamponando la vettura di una donna che si trovava alla colonnina per fare rifornimento. È sceso dal veicolo e, senza dire una parola, ha colpito la donna all'addome con un cacciavite. La vittima, una 66enne, si è accasciata a terra. Una coppia presente sul posto è accorsa per soccorrerla. L'aggressore nel frattempo è risalito in auto ed è ripartito, ma dopo pochi secondi è tornato nell'area di servizio e ha investito i due soccorritori.
Poi è fuggito. La sua fuga è durata circa un'ora: la polizia lo ha rintracciato nei pressi della sua abitazione e lo ha arrestato.
Le condizioni dei feriti
I tre feriti sono stati trasportati d'urgenza all'Arcispedale Santa Maria Nuova. La direzione dell'Azienda Usl Irccs ha comunicato che nessuno di loro è in pericolo di vita. Hanno riportato lesioni di carattere traumatico, tutte riconducibili all'ambito ortopedico. La donna aggredita per prima, colpita con il cacciavite, sarà operata nei prossimi giorni. L'uomo di 49 anni che è intervenuto in suo aiuto è stato operato nella notte ed è ricoverato in regime di degenza ordinaria, mentre la ragazza di 24 anni sarà dimessa in giornata.
L'accusa e la posizione della famiglia
Mena Istafanous è in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato. Non sarebbe ancora stato interrogato ed è in attesa di essere trasferito in carcere. Il suo difensore, l'avvocato Franco Beretti, ha riferito che i familiari hanno appreso di quanto accaduto quando gli agenti si sono presentati in casa per la perquisizione. I genitori e la sorella si sono detti costernati e increduli. Il legale ha aggiunto che il padre e la sorella sono perplessi dalle modalità dell'aggressione, perché il giovane non avrebbe mai manifestato comportamenti violenti, né in famiglia né fuori.
Dalla famiglia viene escluso alcun elemento di radicalizzazione religiosa.
Il lavoro a Trento e il ritorno a casa
Prima di tornare a Reggio Emilia ai primi di settembre, il 26enne aveva lavorato come animatore a Trento. Il periodo trascorso in Trentino emerge dal racconto del suo difensore: il giovane aveva trovato l'impiego dopo essersi rivolto, a luglio, a un centro di salute mentale della sua città. Il legale ha riferito che era tornato a casa sorridente e sereno, e i familiari avevano pensato che i suoi problemi fossero superati. Il lavoro a Trento non risulta collegato ai fatti su cui indaga la Procura reggiana.
Le reazioni istituzionali
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha definito l'aggressione grave e inaccettabile. Ha ringraziato le forze dell'ordine che in brevissimo tempo hanno identificato e fermato il responsabile, mostrando efficienza e notevole professionalità. Ha inoltre espresso gratitudine alle due persone colpite mentre prestavano soccorso, definendo il loro gesto di generosità e umanità. Il primo cittadino ha concluso il suo intervento sottolineando che episodi come questo non possono e non devono trovare spazio.
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