Un uomo muore a Reggio Emilia dopo l'uso del taser, terzo caso in un mese
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Redazione Interno
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Claudio Citro, un uomo di 42 anni originario di Salerno, è morto nella mattinata di lunedì all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, poche ore dopo essere stato colpito dai dardi di un taser impiegato dagli agenti di polizia durante un intervento. L’episodio, avvenuto intorno alle 5.30 nella frazione di Massenzatico, rappresenta il terzo decesso in poco più di un mese – dopo i casi di Olbia e Genova nello scorso agosto – che segue l’utilizzo delle cosiddette “pistole stordenti” da parte delle forze dell’ordine, riaccendendo un dibattito già molto vivo sulla loro pericolosità.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, gli agenti sono intervenuti dopo che l’uomo, Claudio Citro, era stato notato in stato di forte agitazione mentre camminava in strada; al loro arrivo, secondo quanto dichiarato, avrebbe assunto un comportamento minaccioso, il che ha indotto gli operatori a usare il dispositivo elettrico per neutralizzarlo. A seguito dell’impatto con i dardi, l’uomo – del quale si sottolinea un passato da pluripregiudicato – si è accasciato a terra ed è stato quindi trasportato d’urgenza in ospedale, dove i tentativi di rianimazione si sono purtroppo rivelati vani.
Sulle cause del decesso dovrà ora esprimersi l’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria che ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità; l’esame chiarirà se, e in quale misura, l’utilizzo del taser abbia concorso a determinare l’esito fatale. Il dispositivo, che provoca una temporanea paralisi muscolare attraverso una scarica elettrica, è al centro da tempo di un acceso confronto tra chi, come il ministro dell’Interno Piantedosi, lo ritiene «uno strumento imprescindibile» e chi invece ne chiede la sospensione immediata.




