Richard Gere a Che Tempo Che Fa, tra ricordi e impegno sociale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Richard Gere, ospite di Fabio Fazio a "Che Tempo Che Fa", ha condiviso aneddoti e riflessioni che spaziano dalla sua carriera cinematografica al suo impegno sociale. Durante l'intervista, l'attore ha ricordato con affetto il padre recentemente scomparso, sottolineando l'importanza della famiglia e delle radici. Gere ha anche rivelato un curioso retroscena legato al film "Pretty Woman": inizialmente titubante all'idea di recitare al fianco di Julia Roberts, fu convinto da un semplice post-it su cui l'attrice aveva scritto "ti prego". Questo gesto, apparentemente insignificante, si rivelò decisivo per la realizzazione di uno dei film più iconici degli anni '90.
L'attore, noto per il suo fascino e la sua eleganza, ha espresso il suo amore per l'Italia, dichiarando che, se potesse, sarebbe italiano. Cresciuto in una piccola città nello stato di New York, Gere ha sempre ammirato lo stile e la cultura degli italiani, che considerava i ragazzi più "fighi" del quartiere. Questa ammirazione si è tradotta in un legame profondo con il nostro Paese, che l'attore visita spesso e di cui apprezza la bellezza e l'ospitalità.
Durante l'intervista, Gere ha anche affrontato temi di attualità, come il caso Open Arms. L'attore, da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani, ha commentato l'assoluzione di Matteo Salvini, sottolineando come, a suo avviso, gli esseri umani debbano sempre venire prima di qualsiasi considerazione politica. Questo episodio, che lo ha visto coinvolto come testimone nel processo contro l'ex ministro dell'interno, ha ulteriormente rafforzato la sua determinazione a lottare per una società più giusta e solidale.
Infine, Gere ha parlato del suo ultimo film, "Oh, Canada", diretto da Paul Schrader. In questa pellicola, l'attore interpreta un ruolo complesso e intenso, che gli ha permesso di esplorare nuove sfaccettature della sua arte.




