Richard Gere, tra la Spagna e il ricordo di New York
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Richard Gere, che oggi risiede stabilmente in Spagna, ha delineato i contorni della sua esistenza europea in occasione di un recente evento newyorchese, il DOC NYC Visionaries Tribute Luncheon, tenutosi al Gotham Hall. L'attore, la cui vita professionale è stata per decenni indissolubilmente legata agli Stati Uniti, ha scelto infatti di trasferirsi nella penisola iberica con la propria famiglia, un cambiamento radicale di cui ha parlato con toni prevalentemente positivi, sebbene senza nascondere una certa nostalgia per alcuni aspetti irrinunciabili della metropoli. La sua nuova quotidianità, come ha raccontato, è profondamente segnata dalla presenza della moglie, Alejandra Silva, e dai loro figli, in un ambiente che descrive come fondamentalmente sereno e appagante.
Un legame nato in Costiera Amalfitana
La storia con la moglie Alejandra, che l'attore definisce una persona dotata di una "autentica gratitudine" e di una rara "apertura mentale", affonda le sue radici in un luogo preciso e carico di suggestione: Positano, sulla Costiera Amalfitana, dove i due si sono conosciuti nel 2014. Quel legame, nato tra i panorami mozzafiato di un angolo d'Italia celebre in tutto il mondo, non si è più interrotto, portandoli al matrimonio nel 2018 e alla costruzione di una famiglia che oggi include tre bambini. Gere ha sottolineato la profondità di questo rapporto, un sentimento che, nelle sue parole, va ben oltre l'affetto coniugale e tocca sfere più ampie, connettendosi a qualcosa di "infinito", che sia possibile chiamarlo "spirito, religione, amore o compassione".
La felicità di una vita radicata in Europa
Trasferitosi ormai da tempo, l'attore ha dipinto la Spagna come "un posto felice", paragonandone l'atmosfera positiva a quella che si può respirare in Italia, rievocando implicitamente le emozioni provate sulla Costiera Amalfitana. La scelta di vivere in Europa appare dunque motivata da una ricerca di benessere e di radicamento, soprattutto per la moglie, che nella penisola iberica si trova "a casa sua". Questo aspetto, come ha ammesso lo stesso Gere, è fondamentale per la sua serenità: la felicità di Alejandra si riverbera direttamente sulla sua, in un circolo virtuoso che rende l'esperienza iberica complessivamente più che soddisfacente. La loro vita familiare, con i figli piccoli, sembra aver trovato un ritmo e un equilibrio nuovi, lontano dai riflettori più accecanti del cinema americano.
L'unica, dichiarata mancanza di New York
Nonostante il quadro idilliaco, c'è un elemento della sua vita precedente che l'attore sente di rimpiangere, un'assenza che emerge con chiarezza dal suo racconto. Sebbene non abbia voluto scendere in dettagli specifici, ha comunque voluto marcare questa distinzione, affermando che qualcosa, della Grande Mela, gli manca in modo particolare. Questa dichiarazione, per quanto sobria, introduce una sfumatura importante nel suo ritratto della nuova vita, evitando di trasformarlo in una rinuncia totale e senza rimpianti al passato. È il riconoscimento di un legame che persiste, sebbene il baricentro delle sue priorità, oggi, sia inequivocabilmente spostato verso la famiglia e il contesto europeo.




