Roma, corsa disperata per evitare il flop del Concertone
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A Roma, la corsa per trovare una star capace di salvare il Concertone di Capodanno è ormai agli sgoccioli. Il Campidoglio ha fissato una deadline per lunedì, oltre la quale sarà costretto ad annunciare ufficialmente l'annullamento dell'evento. Il sindaco Gualtieri è consapevole del rischio concreto di dover brindare al nuovo anno da casa sua, mentre il panettone, come certi allenatori che sentono la panchina scricchiolare sotto di loro, lo mangerà comunque.
Nel frattempo, Mogol, il celebre paroliere italiano, ha proposto una multa per chi offende le donne, sostenendo che certe cose vanno proibite e chi le diffonde deve pagare una multa salatissima. La sua posizione è emblematica della difficoltà delle amministrazioni comunali nel tracciare una linea chiara nelle politiche culturali, di fronte alla potenza del mercato e all'emergere di nuovi fenomeni.
Il caso di Tony Effe, escluso dal concerto di Capodanno di Roma, è indicativo di questa situazione. Il trapper romano ha annunciato che non sarà solo sul palco del PalaEur, scatenando una ridda di ipotesi. Mahmood e Mara Sattei, che fino a pochi giorni fa erano prenotati con lui per il Circo Massimo, potrebbero ancora essere arruolabili. Tuttavia, il Codacons ha chiesto di vietare anche l'esibizione all'Eur, alimentando ulteriormente le polemiche.
In questo contesto, il Concertone di Capodanno rischia di diventare un simbolo delle difficoltà delle amministrazioni comunali nel gestire eventi culturali di grande portata, tra censure, polemiche e pressioni del mercato.




