Il miracolo di Detroit: Pistons nella storia, Magic al capolinea (e Mosley esonerato)

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Era bastato un pomeriggi di ordinaria follia per ribaltare quelli che sembravano pronostici scritti nella pietra, e invece il ribaltone è realtà: i Detroit Pistons, ritrovatisi con l’acqua alla gola dopo gara-4, hanno materializzato la rimonta più improbabile di questa postseason, spazzando via gli Orlando Magic in gara-7 con un sonoro 116-94 che non ammette repliche. La miglior squadra della Eastern Conference durante la regular season, quella che aveva chiuso al comando issandosi a rivelazione dell’anno, ha rischiato il tracollo più clamoroso prima di risvegliarsi proprio quando il baratro sembrava inevitabile; e invece, complice un cambio di marcia aggressivo e una difesa riscoperta, la compagine del Michigan ha operato il sorpasso decisivo. A cavallo della pausa lunga, i padroni di casa hanno preso il largo, trasformando quella che poteva essere l’ultima amareggiata uscita in una trionfale cavalcata verso le semifinali di Conference.

L’accoppiata Cunningham-Harris strozza Orlando

Se c’è un fatto che emerge dalla cronaca di questo bella finale, è la differenza abissale nel contributo dei secondi violini. Da una parte, Cade Cunningham – ormai stabilmente consacrato ai vertici del ruolo – ha firmato una prestazione monumentale condita da 32 punti e 12 assist, dimostrando di saper gestire la pressione come pochi altri pargoli della sua età saprebbero fare; dall’altra, a dargli man forte, c’era un ritrovato Tobias Harris (30 punti e 9 rimbalzi) che ha giocato forse la partita più importante della sua seconda avventura nel Michigan. Il duo, ricordano le cronache statunitensi, è il primo a segnare almeno 30 punti a testa in una gara di spareggio per i Pistons dai tempi di Bob Lanier e Howard Porter, lontano 1977. A nulla è servito lo sforzo titanico di Paolo Banchero, autore di 38 punti in totale isolamento: il resto del quintetto della Florida, come evidenziato da diversi analisti, è parso spesso fuori giri, incapace di seguire l’intensità imposta dalla difesa avversaria.

Un vantaggio storico gettato al vento

La statistica, a posteriori, suona beffarda per gli uomini guidati fino a ieri da Jamahl Mosley. Essersi trovati sul 3-1 in una serie al meglio delle sette è spesso sinonimo di qualificazione certa, eppure i Magic sono entrati nel triste albo delle quindici franchigie che hanno sprecato un’occasione simile. La débâcle aveva assunto i contorni del grottesco già in gara-6, quando un vantaggio di 24 punti nel secondo tempo è letteralmente evaporato, gettando le basi psicologiche per il crollo definitivo nel fatidico atto conclusivo. In questo contesto, i Pistons hanno potuto contare anche sugli straordinari apporti dalla panchina di Daniss Jenkins (16 punti) e sulla doppia doppia in punti e rimbalzi di Jalen Duren, a dimostrazione di un collettivo che ha stretto i denti nei momenti cruciali.

Il giorno dopo, l’esonero di Mosley e le crepe profonde

Come spesso accade in questi frangenti, la sconfitta bruciante ha lasciato strascichi immediati e pesantissimi nell’ambiente degli sconfitti. A poche ore dalla fine della serie, gli Orlando Magic hanno ufficialmente esonerato coach Jamahl Mosley, chiudendo un ciclo durato cinque stagioni e caratterizzato da tre partecipazioni consecutive ai playoff – nessuna delle quali, però, ha superato lo scoglio del primo turno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, ovviamente, è stata questa rimonta subita, un fallimento che la dirigenza ha evidentemente ritenuto inaccettabile per una squadra che puntava a ben altri traguardi. "È il momento di una nuova voce e di una nuova prospettiva", si legge nella nota ufficiale firmata dal presidente Jeff Weltman -5, mentre nello spogliatoio le parole di Banchero gettano ombre sul futuro: alla domanda se il roster sia abbastanza talentuoso per competere ai massimi livelli, il giovane fuoriclasse non ha potuto fare a meno di constatare l’evidenza dei fatti, ammettendo che i risultati degli ultimi tre anni non possono che suggerire una risposta negativa.

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Description: Detroit rimonta da 3-1 e vola in semifinale. Orlando crolla in gara-7 nonostante Banchero. Il giorno dopo, la società esonera coach Mosley.

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