Il “4” di Barella che infiamma Como: tra assist decisivi e gesti provocatori, l’Inter vede lo scudetto
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Redazione Sport
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Nel ribollire del Sinigaglia, dove la posta in palio per il Como era agguantare il Milan (a sorpresa caduto in casa contro l’Udinese) e risorpassare la Juventus, mentre per l’Inter significava allungare sul Napoli fermato dal Parma, è emersa la figura controversa di Nicolò Barella. Il centrocampista, sentendo addosso la pressione dei fischi continui dei tifosi lariani, ha risposto però prima con i fatti e poi con un gesto che ha spaccato il web. Sostituito da Mkhitaryan, ha salutato la curva avversaria con un’ironia tagliente, mostrando quattro dita: il numero dei gol che i nerazzurri avevano appena inflitto ai padroni di casa, un promemoria umiliante per chi già sognava il colpaccio sul 2.
La regia occulta del riscatto
Barella, dopo la delusione del playoff Mondiale perso contro la Bosnia, sembra aver ritrovato quella verve che lo aveva contraddistinto. In campo, la sua è stata una prestazione da “super leader”: non solo per i due assist pesanti come macigni (quello per il piedone di Thuram vale il 2-1 prima dell’intervallo), ma per la capacità di tenere botta psicologicamente. Mentre Fabregas raccontava ai suoi della presunta paura nerazzurra, Barella si prendeva il pallone, lo portava sulla fascia e cambiava l’inerzia della gara. Urla contro i compagni, richiami alla panchina per sistemare la posizione in campo; c’era qualcosa che non andava, e lui lo ha segnalato senza peli sulla lingua, dimostrando che la rimonta è nata più dalla rabbia che dalla tattica.
Il gesto che fa discutere e il caso arbitrale
Al momento del cambio, però, il copione si è fatto più acceso. Sotto una pioggia di fischi, Barella ha alzato la mano destra, sorridendo, per poi mostrare il segno del quattro. Un gesto che i tifosi del Como hanno letto come provocazione gratuita – considerando anche i precedenti del giocatore – mentre altri ci hanno visto solo la voglia di vendicarsi di un’atmosfera ostile. Il quarto uomo lo ha richiamato, forse per perdita di tempo, e il giocatore ha risposto a tono senza però ricevere nemmeno l’ammonizione, lasciando l’amaro in bocca a chi si aspettava un provvedimento disciplinare per la condotta irriguardosa. Un episodio, questo, che ha scatenato i social, divisi tra chi inneggia al “Barellino” leader e chi ricorda che gesti del genere, se fatti da altri, sarebbero costati cari.
Un passo da +9 verso il traguardo
Con la doppietta di Thuram e quella di Dumfries, l’Inter ha ribaltato il 2-0 iniziale firmato da Vella e Nico Paz, vincendo 3-4 e portandosi a +9 sul Napoli. Di fatto, i nerazzurri si stanno cucendo il ventunesimo scudetto sulla maglia, approfittando dei passi falsi delle inseguitrici. Barella, da capitano in assenza di Lautaro, ha dimostrato di saper gestire la tensione di una corsa che sembra ormai a senso unico, trasformando la sua “rinascita” in un fattore concreto per la squadra di Chivu. La partita di Como resterà negli archivi non solo per lo spettacolo, ma per quella mano alzata che, nel bene e nel male, ha riacceso lo spirito battagliero del campione sardo.




