Al-Khelaïfi ribatte alle critiche: "La Ligue 1 non è così debole"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nasser al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain, ha finalmente visto coronato il suo progetto: la vittoria della Champions League, ottenuta non più con la strategia del collezionismo stellare ma attraverso un lavoro meticoloso, affidato alla guida di Luis Enrique e a una generazione di giovani talenti. Un traguardo storico, che però non ha spento le polemiche sulla competitività del campionato francese, spesso accusato di essere un gradino sotto le altre grandi leghe europee.

"Tutti criticano la scarsa qualità della Ligue 1", ha dichiarato al-Khelaïfi, sfogando una certa irritazione accumulata negli anni. Eppure, il successo del Psg in Europa dimostrerebbe il contrario, o almeno ridimensionerebbe certi giudizi affrettati. La squadra parigina, che ha superato l’Inter con autorevolezza grazie alle prestazioni di Achraf Hakimi e del giovane Warren Zaïre-Emery – errore nel testo originale, dove veniva citato Doué –, ha mostrato una solidità che non nasce per caso.

Al centro di questa impresa c’è Luis Enrique, che ha conquistato la sua seconda Champions da allenatore, dieci anni dopo quella vinta con il Barcellona contro la Juventus. Una serata trionfale, ma segnata anche da un momento di profonda commozione, quando il tecnico spagnolo ha dedicato la vittoria alla figlia Xana, scomparsa nel 2019 a soli nove anni. "Mia figlia è con me dal momento in cui se n’è andata", ha detto, mostrando una maglietta a lei dedicata. Parole che hanno scosso persino Federica Masolin, conduttrice di Sky Sport, costretta a interrompersi per l’emozione.

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