Luis Enrique dedica la Champions alla figlia Xana, Masolin si commuove in diretta
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Redazione Sport
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Il Paris Saint-Germain ha conquistato la sua prima Champions League con un trionfo netto, cinque a zero contro l’Inter, in una finale che ha segnato il record per il più ampio margine di gol nella storia della competizione. A guidare i parigini verso questo traguardo storico è stato Luis Enrique, tecnico che, oltre alla vittoria sportiva, ha regalato un momento di profonda umanità dedicando il trofeo alla figlia Xana, scomparsa nel 2019 a soli nove anni per un tumore alle ossa.
«Non è più fisicamente con noi, ma è ancora qui con lo spirito», ha detto il tecnico spagnolo a fine partita, con una voce ferma che non ha nascosto l’emozione. «Non ho bisogno di vincere per sentirla con me, bisogna ricordare tutto il buono che ha portato nella nostra vita rispetto a quello che invece manca». Parole che hanno travalicato i confini del campo e raggiunto anche gli studi televisivi, dove Federica Masolin, conduttrice di Sky Sport in attesa di una bambina, non ha potuto trattenere le lacrime. Un momento di fragilità autentica, subito accolto con un gesto di sostegno da parte di Esteban Cambiasso, presente in studio.
Quella di Luis Enrique è una storia che unisce sport e vita, dolore e rinascita. Già vincitore della Champions nel 2015 con il Barcellona, l’allenatore ha dimostrato ancora una volta di essere un gigante del calcio non solo per le sue doti tattiche, ma per la capacità di mantenere un legame emotivo con il gioco e con chi lo vive. Una sensibilità rara in un mondo spesso schiacciato dalla pressione del risultato.




