Il Psg conquista il triplete e la Champions: la rivoluzione parte da Campos e Luis Enrique

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che fino a pochi anni fa sembrava un sogno irraggiungibile oggi è realtà: il Paris Saint-Germain ha scritto la stagione più gloriosa della sua storia, centrando il triplete e, soprattutto, alzando per la prima volta la Champions League. Una vittoria schiacciante, quella contro l’Inter in finale a Monaco di Baviera, che ha chiuso un percorso dominato dall’inizio alla fine, senza lasciare spazio agli avversari. Un successo che vale non solo la gloria sportiva, ma anche un premio economico di 10,5 milioni di euro, cifra che include i bonus per la partecipazione alla Supercoppa Europea.

La svolta, però, non è stata né immediata né casuale. Se il merito più evidente va a Luis Enrique, capace di plasmare una squadra tanto talentuosa quanto compatta, la vera sterzata è arrivata con l’arrivo di Luis Campos. Il direttore sportivo ha impresso una filosofia chiara, basata su scelte mirate e una visione a lungo termine, lontana dagli sperperi del passato. A gennaio, l’acquisto di Khvicha Kvaratskhelia – l’ex gioiello del Napoli – ha completato un puzzle già quasi perfetto, trasformando il georgiano nell’ultimo, decisivo tassello.

Quello che colpisce, oltre alla potenza tecnica, è l’atteggiamento: il Psg ha schiantato avversari come il Reims in Coppa di Francia e l’Inter in Champions senza concedere spazio alla resistenza. Un dominio che riflette la maturità raggiunta da una squadra che, sotto la guida dell’asturiano, ha imparato a gestire anche le sconfitte. "Devi alzarti e congratularti con il vincitore", aveva detto Luis Enrique anni fa, dopo la delusione con la Spagna. Oggi, quelle parole suonano come un monito superato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.