Proteste studentesche al liceo Tasso di Roma
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Redazione Interno
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Oltre duecento studenti del liceo Tasso di Roma hanno bloccato la strada di Via Sicilia, seduti sull'asfalto in segno di protesta. La manifestazione è stata organizzata dal Collettivo politico del Tasso (Cpt), un gruppo di studenti che si sono alternati al megafono per arringare i compagni. La protesta è stata una risposta alle sanzioni disciplinari inflitte a 170 studenti che avevano partecipato all'occupazione del liceo classico dal 5 all'11 dicembre.
Sanzioni disciplinari e libertà di espressione
Gli studenti hanno protestato contro quello che ritengono una negazione della libertà di espressione e di dissenso. Le sanzioni disciplinari sono state inflitte a tutti gli studenti che hanno dichiarato di aver partecipato all'occupazione del liceo. Queste sanzioni si sono tradotte in un 5 in condotta alla fine del primo trimestre, più 10 giorni di sospensione, di cui due a casa a leggere un libro assegnato per poi riferirne.
Risposta a Giuseppe Valditara
Gli studenti del liceo Tasso si sono riuniti in un sit-in per rispondere alle dichiarazioni di Giuseppe Valditara, il ministro dell'Istruzione. Hanno anche fatto un "minuto di rumore" agitando mazzi di chiavi. Questo gesto simbolico è stato interpretato come un modo per rompere il silenzio dei politici sulla questione.
La crisi etica contemporanea
L'occupazione del liceo Tasso di Roma ha assunto una dimensione simbolica che riflette la profonda crisi etica contemporanea. Il clamore mediatico trionfa, le gerarchie culturali perdono rilevanza, la democrazia si trasforma in una recita a soggetto, l'istruzione mostra il suo lato più istituzionale e normativo, i precetti si affermano, le passioni vengono meno, tutti cercano il consenso, pochi puntano ai valori. Questo evento rappresenta un momento cruciale per la società italiana, che deve affrontare le sfide poste da questi cambiamenti.




