Proteste studentesche alla Sapienza di Roma culminano in arresti
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Redazione Interno
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Un'ondata di proteste studentesche ha invaso l'Università La Sapienza di Roma, culminando in scontri con la polizia e due arresti. Gli studenti, insieme a diversi docenti, stavano manifestando contro la collaborazione scientifica dell'università con Israele.
Dettagli degli scontri
La tensione è iniziata davanti al rettorato, con due studentesse, Martina e Letizia, che si sono incatenate in un gesto simbolico. Successivamente, nel pomeriggio, un corteo studentesco si è formato all'interno della città universitaria, mentre era in corso la riunione del Senato accademico. Questo ha portato a un confronto violento con la polizia, con tentativi di irruzione da parte di decine di studenti e giovani filo-palestinesi in due commissariati.
Arresti e conseguenze
Tra gli arrestati c'era Albarq Mohammed Alì Jummah, 27 anni, accusato di aver danneggiato un'auto della polizia saltando sul tettuccio. La protesta è culminata con due studenti arrestati e alcuni agenti feriti. Gli studenti hanno continuato a manifestare fino a tarda sera davanti al commissariato per chiedere il rilascio dei loro compagni.
Reazioni politiche
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha commentato gli eventi dicendo: "Questo non è manifestare, ma delinquere". Le proteste hanno suscitato un ampio dibattito sulla libertà di espressione e il diritto di protesta nelle università italiane.
La situazione alla Sapienza rimane tesa, con ulteriori proteste previste nei prossimi giorni. La questione della collaborazione scientifica con Israele continua a dividere l'opinione pubblica e accendere il dibattito all'interno e all'esterno dell'università.




