Giulia De Lellis e Chiara Nasti contro Rosica: «Siamo vittime di stalking»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La pacifica convivenza tra il diritto di cronaca e la vita privata dei personaggi pubblici, spesso così difficile da definire nei limiti applicativi, è finita nuovamente sotto i riflettori a causa di una vicenda giudiziaria complessa. Due delle influencer più seguite d’Italia, Giulia De Lellis e Chiara Nasti, hanno utilizzato i loro canali social – praticamente in contemporanea – per lanciare accuse pesantissime, parlando esplicitamente di stalking, diffamazione e violazione della privacy. I loro racconti, sebbene non facciano nomi per evitare di alimentare il "polverone" mediatico, convergono con precisione verso un unico indirizzo: quello del blogger di gossip Alessandro Rosica, che ha già risposto a stretto giro di posta parlando di calunnie e annunciando di avere prove schiaccianti della sua buona fede.
Giulia De Lellis, che da anni ormai vive la sua maternità lontana dai riflettori più invadenti della cronaca rosa, ha scelto di rompere un silenzio durato tre anni. Nel suo lungo sfogo pubblicato nelle storie di Instagram, l’influencer romana ha rivelato di essere bersaglio di persecuzioni costanti sin dal lontano 2023, episodi che non si sarebbero mai arrestati nonostante le diverse azioni legali già intraprese in passato. La sua denuncia – suffragata dall’esistenza di procedimenti giudiziari in corso – ha toccato il culmine della drammaticità quando ha raccontato di un episodio che ha valicato ogni confine morale: la diffusione online, senza alcuna autorizzazione, di dati sanitari sensibili riguardanti sua figlia Priscilla, ancora in tenera età.
A corroborare la tesi di una strategia persecutoria ben definita è intervenuta a ruota Chiara Nasti, la quale ha descritto un modus operandi che sembra uscito da un thriller tecnologico. Secondo quanto scritto dalla moglie del calciatore – e che riprende le parole della sua collega –, il presunto stalker avrebbe messo in piedi una vera e propria macchina del fango mediatica utilizzando strumenti avanzatissimi; nello specifico, sarebbero state pubblicate conversazioni artefatte, immagini manipolate e contenuti generati attraverso l’intelligenza artificiale, tutti privi di riscontro nella realtà. La Nasti ha inoltre voluto sottolineare un dato che risulta centrale nell’evolversi della vicenda: non sarebbe l’unica vittima di questi comportamenti, avendo scoperto che numerosi altri soggetti hanno già sporto querela nei confronti della medesima persona.
I procedimenti giudiziari e la replica del blogger
Dal punto di vista processuale, la situazione appare in una fase di piena evoluzione ma già parzialmente cristallizzata. Giulia De Lellis ha tenuto a precisare che, per quanto riguarda i suoi familiari (ingiustamente coinvolti in passato), le accuse si sono già concluse con una piena e definitiva assoluzione. Non solo: la stessa ha rivelato che le indagini svolte fino a oggi hanno confermato la fondatezza delle sue denunce, portando al concreto rinvio a giudizio dell’imputato; al momento risultano pendenti diversi processi davanti all’Autorità Giudiziaria. Tuttavia, a sua detta, la macchina della giustizia – seppur in moto – non è riuscita a frenare la persecuzione, la quale sarebbe proseguita indisturbata colpendo anche le persone a lei più vicine.
La reazione di Alessandro Rosica non si è fatta attendere, ribaltando la prospettiva accusatoria. Il blogger, noto per le sue inchieste spesso al limite del lecito, ha liquidato le accuse definendole calunnie e sostenendo di possedere tutte le prove della sua innocenza e della mala fede delle parti avverse. Con un tono decisamente acceso, Rosica ha contrattaccato frontalmente, tirando in ballo i precedenti familiari delle influencer (menzionando i fratelli di una e i coniugi dell’altra) e presentandosi, con una punta di sarcasmo, come un "uomo libero" a differenza di chi lo accusa. Lo scontro, ormai, è diventato totale e si giocherà presumibilmente nelle aule dei tribunali, dove sono già depositati diversi fascicoli.




