Duplice omicidio a Washington, l’ambasciata israeliana sotto attacco: "Erano nel fiore degli anni"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un duplice omicidio ha scosso Washington nella notte, davanti al Capital Jewish Museum, dove due dipendenti dell’ambasciata israeliana sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da un assalitore che, secondo testimoni, avrebbe gridato "Free Palestine" prima di aprire il fuoco. Le vittime, Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim, erano una coppia in procinto di sposarsi, impegnata in un evento diplomatico organizzato nelle sale del museo.

"Erano nel fiore degli anni", si legge nella nota diffusa dall’ambasciata, che definisce l’attacco un atto di terrorismo. "Un assassino li ha uccisi mentre uscivano da un evento. L’intero personale è devastato". Le indagini, ancora in corso, non hanno escluso la matrice politica, mentre le autorità israeliane puntano il dito contro l’incitamento antisemita. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha parlato di "una linea diretta" tra i discorsi d’odio e il sangue versato, accusando "leader e organizzazioni, soprattutto europee" di alimentare tensioni.

In Italia, il ministro dell’Interno Piantedosi ha assicurato "massima attenzione" senza però dichiarare lo stato d’allarme, mentre Tajani ha condannato fermamente l’antisemitismo, definendolo "una piaga da estirpare". Nel Paese, secondo fonti di sicurezza, sono oltre 250 gli obiettivi sensibili sotto sorveglianza, tra sinagoghe e istituzioni ebraiche, dopo che l’attentato americano ha riacceso timori di possibili emulazioni.

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