L'esplosione solare più grande del ciclo solare 25 e le sue possibili conseguenze sulla Terra
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il 23 luglio 2024, la sonda spaziale europea Solar Orbiter (SolO) ha registrato un'intensa esplosione solare di categoria X14. Questo evento, il più grande brillamento del Ciclo Solare 25, ha sollevato interrogativi sulle possibili conseguenze per la Terra.
L'osservazione dell'esplosione
Solar Orbiter si trovava sul lato nascosto del Sole al momento dell'esplosione, in una posizione ideale per osservare un bagliore che altrimenti sarebbe stato invisibile dalla Terra. I brillamenti solari sono intense emissioni di radiazione che coprono tutto lo spettro delle onde elettromagnetiche.
L'arrivo della tempesta solare
Negli ultimi giorni, la NASA ha lanciato un avvertimento sull'arrivo di una tempesta solare. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, l'evento dovrebbe essere di classe G1 e potrebbe causare l'apparizione di aurore boreali.
Le espulsioni di massa coronale
Il 27 luglio, almeno un'espulsione di massa coronale (CME) si è diretta verso la Terra a seguito di una serie di brillamenti solari. I modelli di previsione sono ancora preliminari, poiché sono emerse più CME che devono essere analizzate per una corretta modellazione. Tuttavia, i previsori dello SWPC della NOAA prevedono una tempesta geomagnetica di classe G2 il 30 luglio.
Le possibili conseguenze
Le tempeste solari possono avere vari effetti sulla Terra. La prima ha colpito il nostro pianeta alle 14:22 del 25 luglio, e Spaceweather ne ha previsto altre di forza G1. Con il Sole al massimo della sua attività magnetica, diventa importante monitorare le previsioni di Spaceweather, rese possibili dall'osservazione costante di macchie solari, brillamenti e protuberanze tramite satelliti come Cluster e sonde come Solar Probe e Parker Solar Probe, quest'ultima detentrice del record di velocità con 635 mila km/h.




