Elezioni in Canada, si vota tra tensioni con gli Usa e l'ombra di Trump
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Redazione Esteri
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Mentre i primi seggi chiudono alle ore 1.00 italiane, il Canada è chiamato a scegliere il nuovo Parlamento federale in un clima reso incandescente dalle provocazioni di Donald Trump, che nei giorni scorsi ha rilanciato l’idea – per molti inaccettabile – di annettere il paese come 51esimo stato degli Usa. Una proposta, quella del presidente americano, che ha spinto il leader conservatore Pierre Poilievre a esortare Trump a «non interferire», dopo che su Truth Social aveva esortato i canadesi a votare per chi sostiene l’unione con Washington.
I due principali contendenti, il liberale Mark Carney – attuale primo ministro – e lo stesso Poilievre, si giocano il risultato in un’elezione segnata da una partecipazione record, alimentata proprio dalle polemiche con gli Stati Uniti. Le relazioni tra i due paesi, già tese per le restrizioni commerciali imposte da Trump sui beni canadesi, hanno raggiunto un nuovo punto di frizione, con il presidente americano che ha deciso di sfidare apertamente uno dei tabù della diplomazia: l’ingerenza elettorale in un paese alleato.
Lo scrutinio, seguito in diretta sui social e attraverso i live delle testate, potrebbe rivelare fin dalle prime ore se l’effetto delle dichiarazioni di Trump avrà influito sul voto. Quel che è certo è che, al di là delle strumentalizzazioni, la campagna elettorale ha messo in luce le divisioni interne al Canada, tra chi vede nella vicinanza agli Usa un rischio per la sovranità nazionale e chi, invece, ritiene inevitabile un riallineamento delle politiche economiche.
Intanto, mentre i media locali evitano di sbilanciarsi sulle proiezioni – alcuni sondaggi davano i liberali in lieve vantaggio, ma con margini troppo esigui per essere considerati definitivi –, l’attenzione resta alta anche per le possibili ripercussioni legali. Già in passato, infatti, le ingerenze straniere nei processi elettorali hanno portato a inchieste giudiziarie, sebbene nel caso di dichiarazioni pubbliche come quelle di Trump sia difficile individuare una vera e propria violazione delle norme.




