Infermiera incinta morta a Mercogliano, aperta un’inchiesta
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Redazione Interno
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Giovanna Lo Chiatto, infermiera incinta di 32 anni, è morta a Mercogliano, in provincia di Avellino, quando era ormai al nono mese di gravidanza; non è sopravvissuto neppure il bambino che portava in grembo. La donna è stata colpita da un grave malore nella propria abitazione tra la sera del 29 e la mattina del 30 settembre. La tragedia è avvenuta a pochissimi giorni dal parto, previsto per il 4 ottobre. Sulle cause dei due decessi è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Avellino.
Il malore in casa e l’intervento di due ambulanze
La giovane si trovava nell’abitazione irpina insieme al compagno quando le sue condizioni sono precipitate. In base alle prime ricostruzioni, avrebbe inizialmente accusato forti dolori all’addome, per poi perdere conoscenza. Leonardo Magliano ha dato l’allarme chiedendo l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivate due ambulanze del 118, ma i sanitari non sono riusciti a salvarla. La gravidanza era ormai arrivata al termine e per il figlio la coppia aveva scelto il nome Francesco.
Originaria di Forino, Lo Chiatto lavorava come infermiera al Policlinico Umberto I di Roma. Nel suo percorso professionale aveva partecipato anche ad attività nell’area pediatrica: nel 2025 era stata componente dello staff di un progetto clinico sull’endoscopia pediatrica presentato al congresso nazionale Sigenp nella capitale. La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio anche nell’ambiente sanitario: l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Avellino ha diffuso un messaggio ufficiale rivolto alla famiglia e ai colleghi, ricordando che anche la sorella della vittima esercita la stessa professione ed è iscritta all’Ordine.
La Procura apre un fascicolo contro ignoti
Gli accertamenti giudiziari dovranno stabilire che cosa abbia provocato il malore fatale. La Procura avellinese ha aperto un fascicolo a modello 44, quindi senza persone iscritte nel registro degli indagati. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria e trasferita all’obitorio dell’ospedale San Giuseppe Moscati. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo la documentazione sanitaria utile a ricostruire le ultime ore della donna e gli eventuali passaggi medici precedenti alla tragedia.
Tra gli approfondimenti disposti rientrano gli esami medico-legali, con l’autopsia chiamata a fornire elementi sulle cause del decesso. Le indagini sono affidate ai Carabinieri e, allo stato degli accertamenti, non risultano persone indagate. L’apertura del procedimento contro ignoti permette alla magistratura di svolgere gli atti necessari senza attribuire, in questa fase, responsabilità a qualcuno. Il compagno ha affidato ai social un messaggio rivolto alla donna e al figlio nel quale ha annunciato di voler chiedere giustizia per quanto accaduto.
Il cordoglio di Forino e Mercogliano
La morte della giovane ha colpito in modo particolare Forino, suo paese d’origine. Il sindaco Antonio Olivieri ha espresso pubblicamente la vicinanza dell’amministrazione ai genitori, alla sorella, al compagno e agli altri familiari, descrivendo il dolore provocato dalla notizia. Anche il primo cittadino di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, è intervenuto pubblicamente dopo la tragedia, parlando di due vite spezzate nello stesso momento.
Il corpo è custodito nell’obitorio del Moscati a disposizione della magistratura per gli esami disposti nell’ambito dell’inchiesta. Tra gli accertamenti indicati nelle ultime ore figura anche un cesareo post mortem, insieme all’esame autoptico, per consentire agli specialisti incaricati dall’autorità giudiziaria di acquisire gli elementi medico-legali necessari alla ricostruzione delle cause della morte.
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