Francesco Sarcina, il ritorno a Giulia e il prezzo della verità
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Francesco Sarcina non usa mezzi termini quando racconta il momento in cui ha appreso del tradimento tra l’ex moglie, Clizia Incorvaia, e quello che un tempo considerava il suo migliore amico, Riccardo Scamarcio. «Ho fermato la macchina, sono sceso e ho vomitato», dice il frontman delle Vibrazioni in un’intervista al Corriere della Sera, offrendo un’immagine cruda e immediata di una ferita che evidentemente non si è mai completamente rimarginata. Quel gesto, così fisico e incontrollato, segna simbolicamente la fine di un’epoca, quella del “lupo della notte” – come lui stesso si definiva – dedito agli eccessi e a una vita sentimentale turbolenta.
Un’opera rock per chiudere il cerchio
Oggi, a distanza di anni, Sarcina torna proprio là dove tutto ebbe inizio, a quell’amore giovanile e puro che fu l’origine di tutto. Lo fa con “Immensamente Giulia”, un’opera rock che debutterà al Teatro Nazionale di Milano nel marzo del 2026, dedicata a Giulia Tagliapietra, la donna che ispirò “Dedicato a te” e che è scomparsa di recente. Lo spettacolo, composto da ventotto brani inediti, rappresenta molto più di un semplice ritorno alle sonorità passate; è piuttosto un tentativo di dare un senso compiuto al proprio percorso, riannodando i fili di una matassa intricata fatta di amori, perdite e dolorose disillusioni. È un atto di riconciliazione con se stesso, attraverso la memoria di chi, come Giulia, «era di una purezza e di una bellezza incredibili», un faro di genuinità in contrasto con le ombre che sarebbero seguite.
Le ragioni di una denuncia e un’amicizia finita
La sua narrazione, del resto, non indulge in nostalgie di comodo. Quando si tratta della gestione della vita privata, specie quando coinvolge sua figlia Nina, Sarcina si mostra irremovibile e netto nelle sue posizioni, al punto da aver sporto denuncia contro l’ex moglie. La motivazione, come ha chiarito, risiede in una questione di principio: «non si mettono i figli sui social», afferma, tracciando un confine invalicabile tra la sfera pubblica dell’artista e quella privata della famiglia. Uno stesso pragmatismo, scevro di qualsiasi sentimentalismo, caratterizza il suo riferimento all’ex amico Riccardo Scamarcio. Di quell’amicizia tradita, che lo aveva portato a sceglierlo come testimone di nozze, non sembra rimpiangere nulla, escludendo con decisione la possibilità di qualsiasi chiarimento futuro. Una pagina chiusa, senza appello.
La stabilità di una vita riconquistata
Il racconto che emerge dal profilo è quindi quello di un uomo che, dopo aver navigato tra le acque agitate della dipendenza e dei tradimenti, ha faticosamente conquistato un approdo di stabilità. Una stabilità che definisce «tardiva, ma consapevole», costruita giorno dopo giorno lontano dai riflettori più intrusivi e dalle dinamiche che in passato ne avevano logorato gli affetti. “Immensamente Giulia” si configura così come il punto di arrivo di questo cammino, il luogo artistico in cui l’origine e l’epilogo, l’innocenza perduta e la saggezza acquisita, finalmente si incontrano. Non è una fuga nel ricordo, ma un modo per restituire dignità e coerenza a una storia personale che, per troppo tempo, è stata segnata da capitoli di grande dolore.




