Anche l'Economist incorona Giorgia Meloni come leader eccezionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni continua a raccogliere, con una certa regolarità, attestati di stima sulla scena internazionale, un fenomeno che, al di là delle ovvie letture politologiche, segnala un mutamento di percezione nei confronti dell’Italia. L’ultimo, in ordine di tempo, arriva dalle colonne dell’*Economist*, attraverso l’analisi del suo responsabile per gli affari europei, il quale ha posto l’accento, senza mezzi termini, sulla solidità dell’esecutivo romano e sul percorso compiuto dalla presidente del Consiglio. Il giornalista ha osservato, in apertura del suo intervento, che la Meloni “ha ottenuto qualcosa che molti pochi premier italiani hanno ottenuto: stabilità politica”, un traguardo che, nella storia repubblicana, rappresenta un’eccezione piuttosto che la norma.

Il peso della stabilità e i numeri dei mercati

L’esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia, come viene ricordato, ha superato la soglia dei tre anni di attività, un dato che lo colloca tra i governi più longevi dall’instaurazione della Repubblica e, in particolare, lo qualifica come “il premier più longevo in circa 15 anni”. Questa continuità, che di per sé costituisce un elemento di novità nel panorama politico nazionale, si è riflessa, secondo quanto riportato anche da altre autorevoli testate, sulle performance economiche. Il *Financial Times*, ad esempio, ha descritto una trasformazione notevole, passando dal considerare il paese un anello debole a un vero e proprio “caso di scuola” per i mercati finanziari. Nei cinque anni precedenti, il FTSE MIB, principale indice della borsa italiana, ha sovraperformato gli indici continentali, registrando un rialzo di circa il 120% a fronte di un più contenuto +60% dell’Eurofirst 300; anche il mercato dei titoli di Stato, d’altronde, ne ha beneficiato, con uno stringimento dei differenziali che gli analisti interpretano come un voto di fiducia degli investitori.

Il riconoscimento in un video e l’ascesa diplomatica

La valutazione dell’*Economist* non si è limitata alla sola carta stampata, trovando spazio anche in un reel video dedicato, dove l’esperto di Europa della testata ha certificato l’“eccezionalità” della presidente del Consiglio. Il video, che riprende e amplia i concetti espressi nell’articolo, sottolinea come la figura di Meloni appaia, a tratti, “contraddittoria” ma, al contempo, efficace nel suo funzionamento. L’ascesa della leader italiana, d’altra parte, non si misura soltanto con i parametri della durata governativa o dei listini azionari: l’Italia, si osserva, si è assicurata un posto negli ambienti diplomatici che contano all’interno dell’Unione Europea, un riconoscimento di un peso specifico ritrovato. A questo si aggiunge, come elemento ulteriore del suo profilo internazionale, la menzione del fatto che anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato, ne ascolti le posizioni.

Un ritratto che supera le semplici definizioni

Il ritratto che emerge da queste analisi, dunque, va al di là delle etichette politiche più immediate, costruendosi attorno a dati di fatto oggettivi come la stabilità istituzionale e le reazioni dei mercati. Quella che viene descritta è una figura politica che, pur nelle sue apparenti contraddizioni, ha saputo guidare uno degli esecutivi più duraturi della recente storia nazionale, conquistando al paese una rinnovata centralità nel dibattito europeo e un’attenzione particolare da parte della nuova amministrazione americana. Il tutto mentre l’economia, almeno secondo le letture dei principali osservatori finanziari, mostra segnali di un miglioramento della propria credibilità, un elemento, quest’ultimo, che contribuisce a completare un quadro complesso e articolato.

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