Il gran premio di Thailandia incorona Bezzecchi, ma è Acosta il primo leader

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il semaforo del Chang International Circuit di Buriram si è spento per primo su questa stagione 2026, e l’aria umida della Thailandia, quella stessa che aveva visto Marco Bezzecchi dominare le prove del venerdì con tanto di record della pista, ha restituito al termine dei 26 giri un verdetto chiaro: il riminese è il primo vincitore dell’anno. Partito dalla pole position, quella conquistata sabato nonostante una scivolata nell’ultimo tentativo, il pilota Aprilia ha condotto una gara magistrale, una di quelle che si costruiscono nei test invernali e si perfezionano nei sogni. La gestione delle gomme medie, un fattore cruciale sotto il sole cocente di Buriram, è stata impeccabile, e il ritmo impressionante mostrato sin dalle libere di venerdì – quando fermò il cronometro in 1'29"346 – ha trovato la sua logica prosecuzione domenica, trasformando la superiorità sul giro secco in una domenica di comando assoluto.

La cronaca di una domenica da leader

Alle sue spalle, la corsa è stata un continuo rimescolamento, con Pedro Acosta a interpretare al meglio la parte del predestinato. Lo spagnolo della Ktm, già vincitore della Sprint del sabato, ha chiuso in seconda posizione, precedendo di circa cinque secondi e mezzo un altro portacolori Aprilia, Raul Fernandez, terzo al traguardo nonostante un calo della gomma posteriore nel finale. Per la casa di Noale, il risultato è storico: quattro delle prime cinque posizioni sono state occupate dalle proprie moto, con Jorge Martin, quarto, e Ai Ogura, quinto, a completare un dominio tecnico che sulla carta era emerso già nei test di Sepang e Buriram, ma che in gara ha assunto i contorni della realtà. La superiorità dell'Aprilia in ingresso curva, un aspetto che i rivali avevano notato e temuto, si è rivelata un'arma decisiva sul tracciato thailandese.

Il dramma Marquez e il tonfo Ducati

Se il racconto del GP parla di un trionfo azzurro, il sottotesto è inevitabilmente segnato dalle difficoltà della Ducati ufficiale e dal dramma sportivo dei fratelli Marquez. Mentre Alex Marquez finiva nella ghiaia, il campione del mondo in carica, Marc Marquez, è stato tradito da una gomma: un contatto con il cordolo alla curva 4 a sei giri dal termine ha danneggiato irrimediabilmente la copertura della sua Ducati, costringendolo al ritiro mentre lottava per riavvicinarsi al podio. Un verdetto beffardo per chi aveva conquistato il secondo posto in griglia e sembrava poter gestire il passo gara. Francesco Bagnaia, dal canto suo, non è mai entrato in partita: partito tredicesimo dopo una qualifica da dimenticare, ha chiuso nono, lontano dalle posizioni che contano e sintomo di un weekend storto per la rossa, che vede interrompere una striscia record di 88 gran premi consecutivi con almeno un pilota a podio. Le sensazioni altalenanti sul freno e le difficoltà di messa a punto emerse nei test si sono purtroppo per il piemontese concretizzate in una domenica da dimenticare.

L'ordine del mondiale e le gerarchie

La classifica iridata, dopo questa prima uscita, vede dunque Acosta al comando con 32 punti, frutto del successo nella Sprint e del secondo posto nella gara lunga. Bezzecchi, con 25 punti, lo segue a ruota, mentre Raul Fernandez completa un podio provvisorio a 23. Più staccato Martin con 13 punti, mentre Marc Marquez, con zero punti raccolti domenica e i 9 della Sprint, si ritrova ottavo, già a -23 dalla vetta. Un divario importante, ma che su 22 gare lascia presagire lunghi e complessi calcoli. Le gerarchie viste in pista confermano quanto emerso nei test invernali: Aprilia e KTM hanno compiuto un passo in avanti tale da scalfire l'egemonia Ducati, lasciando Honda e Yamaha, queste ultime ancora in difficoltà con il nuovo motore V4, a giocare un campionato a parte. Il motomondiale si sposta ora in Brasile, tra tre settimane, per capire se questo primo verdetto thailandese sarà stato l'annuncio di una nuova era o solo una parentesi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.