Il giallo di Riposto: Noemi Impellizzeri trovata impiccata, l'amico indagato per omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Noemi Impellizzeri, la giovane madre di 33 anni originaria di Riposto, nel Catanese, trovata senza vita nella sua abitazione nella notte tra il 22 e il 23 agosto, si trasforma in un giallo che tiene banco sulle pagine di cronaca nazionale.

Ciò che inizialmente era stato inquadrato come un possibile suicidio, complice anche la presenza di un incendio divampato all'interno della casa, ha assunto contorni ben più inquietanti a seguito del deposito dell'autopsia e dell'iscrizione nel registro degli indagati di un uomo, un amico della vittima, con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. La Procura di Catania, che coordina le indagini dei carabinieri della Compagnia di Giarre, si trova ora a dover sbrogliare una matassa che presenta nodi ancora tutti da sciogliere.

La scoperta del corpo e la versione dell'amico

L'uomo, che si professa estraneo ai fatti e respinge l'etichetta di compagno della donna pur ammettendo un rapporto di profonda amicizia, è stato il primo a trovare il corpo di Noemi. Secondo quanto ricostruito, l'individuo, sposato e padre di due figli, si sarebbe recato nell'abitazione della donna intorno alle due di notte, dopo aver ricevuto dei messaggi che lasciavano presagire un gesto estremo. La sua ricostruzione, tuttavia, è stata giudicata quantomeno atipica dagli inquirenti, che hanno deciso di approfondire ogni aspetto.

L'uomo ha dichiarato di non aver chiamato subito i soccorsi, ma di essersi invece precipitato a cercare i familiari della vittima e di essersi recato al bar frequentato dal fratello di lei, per poi fare ritorno a casa solo in un secondo momento, quando ormai i vigili del fuoco erano già intervenuti per domare le fiamme.

Il ruolo dell'incendio e le perizie

Uno dei punti cardine dell'inchiesta riguarda proprio l'incendio che si è sviluppato nell'appartamento, il quale, per stessa ammissione del legale dell'indagato, l'avvocato Ivan Siragusa, rappresenta un elemento oscuro anche per il suo assistito. L'uomo sostiene che quando ha trovato il corpo della donna, intorno alle due, non vi era alcuna traccia di fumo né di scintille, un dettaglio che stride con la successiva violenza del rogo.

Sul fronte tecnico, i consulenti della famiglia Impellizzeri, rappresentata dagli avvocati Francesco Strano e Valeria Raciti, hanno già preso una posizione netta, dichiarando di ritenere che sussistano validi elementi, emersi dalle prime osservazioni autoptiche, per escludere categoricamente l'ipotesi del suicidio per impiccagione, suggerendo che la scena del crimine possa essere stata artificiosamente predisposta.

Difesa e accertamenti irripetibili

L'iscrizione dell'uomo nel registro degli indagati, secondo quanto riportato dalle fonti della Procura, sarebbe un atto dovuto per consentire il compimento di accertamenti irripetibili. Questo non significa una colpevolezza certa, ma la necessità di mettere al sicuro le prove, in un contesto in cui l'autopsia non ha fornito un riscontro univoco.

La difesa, attraverso l'avvocato Siragusa, ha ribadito la piena innocenza del proprio assistito, che si è dichiarato disposto a collaborare e ha fornito i propri telefoni cellulari agli investigatori affinché potessero essere analizzati i tabulati e i messaggi intercorsi con la donna.

In una recente dichiarazione, il legale ha anche reso noto che il suo cliente ha subito un forte crollo emotivo e che si è deciso, d'intesa con la famiglia, di interrompere le apparizioni pubbliche per evitare un processo mediatico, in attesa che le indagini facciano chiarezza.

La famiglia e la richiesta di giustizia

La famiglia di Noemi Impellizzeri, che lascia tre figli piccoli ora affidati alla nonna materna, respinge con forza ogni ipotesi di gesto volontario. La madre della vittima, presente al funerale celebrato nella basilica di San Pietro a Riposto, ha affidato ai legali il compito di chiedere giustizia.

Il loro perito di parte, che ha assistito alle operazioni autoptiche presso il Policlinico di Catania, è convinto che si sia trattato di un omicidio e le indagini degli inquirenti si stanno ora concentrando sull'analisi delle telecamere di sorveglianza della zona e sulla ricostruzione dei movimenti dell'indagato, l'unico attualmente iscritto nel registro per l'omicidio di Noemi Impellizzeri.

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