“Dopo Andria una svolta sulla sicurezza dei treni”
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“Oggi un incidente come quello di Andria sarebbe ancora possibile se non ci fosse il nuovo sistema avanzato di controllo marcia treni, anche in assenza del blocco telefonico”. Era proprio attraverso il sistema del blocco telefonico ricordato dal docente di Tecnica ed economia dei Trasporti del Policlinico di Bari, Michele Ottomanelli, che veniva gestita la circolazione sulla tratta a binario unico tra Andria e Corato nel 2016. (RaiNews)
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Sono trascorsi dieci anni da quel 12 luglio 2016, quando alle 11:05 la linea ferroviaria tra Andria e Corato divenne il luogo di una delle più tragiche pagine della cronaca italiana. Il tempo non cancella il dolore e nemmeno il ricordo. (BarlettaViva)
L’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Raffaele Piemontese, ha partecipato questa mattina – alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente della Regione, Antonio Decaro - alla cerimonia nel giorno del decimo anniversario della tragedia ferroviaria di Andria-Corato, per cui la Regione Puglia ha avviato l’iter legislativo per l’istituzione della “Giornata in ricordo delle 23 vittime dell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016”. (Regione Puglia)
Ieri si è tenuta la commemorazione per il decimo anniversario del disastro ferroviario avvenuto lungo la tratta Andria-Corato, uno scontro che il 12 luglio 2016 costò la vita a ventitré persone. Alla cerimonia ha partecipato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto far sentire la vicinanza delle istituzioni ai familiari delle vittime e ai feriti. (Ascuolaoggi)

Per tutti c’è il conforto della presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Andria per la decima commemorazione della strage dei treni, in cui persero la vita 23 persone e 51 restarono ferite. (la Repubblica)
La cerimonia di intitolazione questa mattina per ricordarlo e non dimenticare che, quell'evento tragico lo ha portato via dalle sue famiglie: quella composta dalle due figlie e dalla moglie, e quella della Polizia. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
E il frinire delle cicale, identico a quello di quel 12 luglio 2016, ha accompagnato ieri una commemorazione intensa e raccolta. Il cielo si è fatto plumbeo per qualche istante, poi il vento ha spazzato via le nuvole, lasciando spazio a un sole accecante. (Avvenire)




