L’incubo sull’“Hondius”: sbarcati a Tenerife i primi passeggeri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Sono iniziate ufficialmente, nella mattinata di oggi, le operazioni di sbarco dei passeggeri della nave da crociera Mv Hondius, la quale – ancorata nel porto industriale di Granadilla, a Tenerife – aveva visto riscontrarsi a bordo un inaspettato focolaio di hantavirus. Le procedure, che hanno preso il via intorno alle 10:30 (le 9:30 ora locale), hanno visto come protagonisti i primi 14 cittadini spagnoli: a questi, che includevano 13 turisti e un membro dell’equipaggio, è stato concesso di lasciare l’imbarcazione per essere trasferiti in una struttura sanitaria militare nella penisola. A dare il via libera alle operazioni, come confermato anche dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è stata la preliminare valutazione sanitaria effettuata direttamente sulla nave, la quale ha stabilito lo stato di salute dei naufraghi.
Trasferimento sotto scorta e l’isolamento dei repatriati
Il trasferimento dei primi evacuati, avvenuto attraverso l’uso di due lance che hanno fatto la spola tra il mercantile e il molo Ribera, è stato solo la prima fase di una macchina logistica complessa. Una volta toccata la terraferma, il gruppo di iberici è stato immediatamente fatto salire a bordo di un autobus scortato – una presenza, quest’ultima, garantita dagli agenti dell’Unità militare delle emergenze dell’esercito (Ume) – per il breve tragitto fino all’aeroporto di Tenerife Sud, distante appena una dozzina di minuti di macchina. Lì, direttamente sulla pista, li attendeva un aereo militare pronto a decollare verso la base aerea di Torrejon de Ardoz, a Madrid. Per loro, come del resto previsto dai protocolli di biosicurezza, è stato disposto il trasferimento immediato all’ospedale centrale della Difesa, Gomez Ulla, dove dovranno trascorrere un periodo di osservazione di 42 giorni: si tratta del lasso temporale necessario a scongiurare completamente il rischio legato all’ultima esposizione al virus, considerata l’assenza di sintomi tra i viaggiatori.
Sintomi e gestione dell’emergenza sanitaria
Nonostante il clima di tensione che ha circondato l’arrivo della nave – definita da alcuni media “la crociera da incubo” – le autorità sanitarie hanno più volte ribadito un dato rassicurante. La ministra della Salute spagnola, Monica Garcia, nel corso di una conferenza stampa tenuta subito dopo l’arrivo nel porto di Granadilla, ha puntualizzato che tutte le persone a bordo risultano, al momento, del tutto asintomatiche. Una dichiarazione, la sua, che mira a fugare i timori di una diffusione incontrollata del contagio sul suolo dell’isola, nonostante le polemiche politiche dei giorni scorsi con la presidenza delle Canarie. L’operazione di sbarco, che procederà per nazionalità nei prossimi giorni, prevede che nessuno dei passeggeri entri in contatto con la popolazione locale, grazie a un corridoio sanitario blindato che dalla banchina porta direttamente alle portaerei.
Anticorpi istituzionali e futuro dei naufraghi
La gestione del focolaio ha richiesto un coordinamento senza precedenti tra Madrid e l’organismo internazionale di Ginevra, tanto che lo stesso Adhanom Ghebreyesus ha seguito gli aggiornamenti in tempo reale. Mentre i cittadini spagnoli raggiungono la loro destinazione per la quarantena, gli altri 136 passeggeri – di numerose nazionalità differenti – attendono ancora a bordo il proprio turno per essere rimpatriati. La priorità, imposta dalle autorità, è quella di concludere l’evacuazione completa dell’imbarcazione nel più breve tempo possibile, riducendo al minimo la permanenza della Mv Hondius nelle acque territoriali spagnole. Gli effetti personali, ridotti al minimo e stipati in sacchi di plastica per motivi di sicurezza, rappresentano l’unico bagaglio che questi viaggiatori si porteranno dietro dalla loro esperienza, prima di affrontare le rigorose procedure di controllo che li attendono nei rispettivi Paesi d’origine.




