Santanchè e il potere di revoca dei ministri, chi decide?
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Redazione Interno
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Nella sua video rubrica "Palomar", Antonio Polito ha evidenziato una contraddizione tra una recente dichiarazione di Daniela Santanchè e uno dei postulati fondamentali della riforma del premierato tanto voluta dal governo e dalla premier Giorgia Meloni. Con quella riforma costituzionale, infatti, non sarebbe la ministra a decidere se può fare al tempo stesso la ministra e l'imputata, ma Meloni. Il potere di revoca dei ministri distingue un presidente del Consiglio all'italiana – un primus inter pares – da un premier inglese o da un presidente americano. Giorgia Meloni è una leader più forte di numerosi predecessori, ciononostante, non può cambiare con un tratto di penna uno o più ministri.
La ministra Daniela Santanchè ha dichiarato che "i giornali possono scrivere quello che vogliono ma non scrivere quello che non ho detto". Ha poi parlato di "ricostruzioni fantasiose di mie dichiarazioni che non hanno niente a che fare con me" e di "pregiudizio di certa stampa che non si ferma davanti a niente". Infine, ha rivelato di essere "fortunatamente in possesso di una registrazione che dimostra quale sia la verità", del colloquio avvenuto lunedì 27 gennaio 2025 sulla banchina dello Yacht Club di Gedda, in Arabia Saudita.
Oggi la ministra del Turismo, finita nel mirino delle polemiche e delle tensioni interne al suo partito FdI per il rinvio a giudizio sul caso Visibilia, dice di non aver mai detto "Chi se ne frega del mio partito". Parla anche di "ricostruzioni fantasiose" delle sue dichiarazioni. "I giornali possono scrivere quello che vogliono ma non scrivere quello che non ho detto, il pregiudizio di certa stampa non si ferma davanti a niente". Santanchè smentisce le ricostruzioni: "Ho detto chissene frega di chi mi critica, non del partito".




