Stellantis revoca i licenziamenti
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Redazione Interno
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Il primo segnale del dopo-Tavares è arrivato, timido e provvisorio, ma abbastanza forte da cambiare il Natale di circa 400 lavoratori dell’indotto Stellantis. Rinnovando le commesse di un anno, il gruppo ha creato le condizioni per revocare le lettere di licenziamento, tirando un sospiro di sollievo anche per il governo, assediato dalla vertenza dell’automotive. Stellantis ha evitato quasi 400 licenziamenti nell’indotto, congelando gli esuberi e lanciando nuovi segnali di pace al governo.
Al tavolo convocato appositamente ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il colosso italo-francese ha annunciato al ministro Adolfo Urso e ai sindacati la proroga di un anno alla commessa per la Trasnova. In cambio, ha preteso che la ditta, che trasporta con le sue bisarche le auto prodotte negli stabilimenti italiani, ritirasse le lettere di licenziamento inviate nei giorni scorsi ai suoi 97 dipendenti operanti tra Pomigliano, Cassino, Melfi e Torino, proprio dopo la fine del contratto.
La proroga della commessa da parte di Stellantis ha salvato i 97 posti di lavoro di Trasnova, la società che si occupa della logistica delle vetture sui piazzali delle fabbriche di Pomigliano d’Arco, Melfi, Cassino e Mirafiori, e quelli delle altre aziende in subappalto, Logitech e Tecnoservice. Altri 152 addetti hanno tirato un sospiro di sollievo. In ballo c’erano anche altre imprese, ma la decisione di Stellantis di interrompere la commessa con Trasnova, azienda logistica che opera in monocommittenza con la casa automobilistica, aveva messo a rischio circa 250 posti di lavoro.
Festa dei lavoratori di Trasnova, insieme a quelli di Stellantis, davanti allo stabilimento ex Fiat di Pomigliano, con caroselli di auto. Cori e applausi anche davanti al ministero delle Imprese (Mimit), a Roma, dove una delegazione era salita per seguire la riunione di ieri con azienda e sindacati.




