Stellantis revoca i licenziamenti, un Natale più sereno per 400 lavoratori
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Redazione Interno
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Il primo segnale del dopo-Tavares è arrivato, timido e provvisorio, ma abbastanza forte da cambiare il Natale di circa 400 lavoratori dell’indotto Stellantis. Il gruppo italo-francese, rinnovando le commesse di un anno, ha creato le condizioni per revocare le lettere di licenziamento, tirando un sospiro di sollievo anche al governo, assediato dalla vertenza dell’automotive. Tuttavia, ora va affrontato in modo strutturale il nodo delle produzioni italiane a breve e medio termine.
Stellantis ha evitato quasi 400 licenziamenti nell’indotto, congelando gli esuberi e lanciando nuovi segnali di pace al governo. Al tavolo convocato appositamente ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il colosso ha annunciato al ministro Adolfo Urso e ai sindacati la proroga di un anno alla commessa per la Trasnova. In cambio, ha preteso che la ditta, che trasporta con le sue bisarche le auto prodotte negli stabilimenti italiani, ritirasse le lettere di licenziamento inviate nei giorni scorsi ai suoi 97 dipendenti operanti tra Pomigliano, Cassino, Melfi e Torino, proprio dopo la fine del contratto.
La decisione di Stellantis di interrompere la commessa con Trasnova, azienda logistica che opera in monocommittenza con la casa automobilistica, aveva messo a rischio circa 250 posti di lavoro. Tuttavia, grazie all’accordo raggiunto al Ministero, i lavoratori di Trasnova, insieme a quelli di Stellantis, hanno potuto festeggiare davanti allo stabilimento ex Fiat di Pomigliano, con caroselli di auto, cori e applausi anche davanti al ministero delle Imprese a Roma, dove una delegazione era salita per seguire la riunione con azienda e sindacati.
I lavoratori hanno esultato, dichiarando di aver fatto la storia. Speriamo che non finisca come per medici ed infermieri, eroi ai tempi del Covid e poi dimenticati.




