Licenziamenti alla Trasnova, 97 lavoratori senza lavoro
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Redazione Interno
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Questa mattina, mentre i lavoratori della Trasnova presidiavano per il quinto giorno consecutivo i cancelli dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, sono arrivate le lettere di licenziamento per tutti i dipendenti. Oltre a Pomigliano, le lettere di licenziamento sono state inviate anche ai lavoratori di Melfi, Cassino e Torino. La notizia è stata resa nota da Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità, e da Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil.
La Trasnova ha comunicato il licenziamento collettivo di 97 lavoratori impiegati negli stabilimenti Stellantis di Pomigliano d'Arco, Mirafiori, Piedimonte San Germano e Melfi, ritenuti esuberi per le esigenze produttive dell'azienda a causa della volontà di Stellantis di cessare tutti i contratti in essere dal 31 dicembre. La comunicazione è stata inviata ai sindacati di categoria. Dei 97 esuberi, 54 sono impegnati nel solo stabilimento Stellantis di Pomigliano d'Arco, dove da giorni i lavoratori Trasnova stanno bloccando gli ingressi merci della fabbrica, provocando, di fatto, il fermo delle produzioni.
La crisi dell’auto ha colpito duramente la Trasnova, azienda di logistica, che ha annunciato il licenziamento collettivo di 97 lavoratori impiegati negli stabilimenti Stellantis di Pomigliano d’Arco, Mirafiori, Piedimonte San Germano e Melfi. La decisione è stata presa a causa della volontà di Stellantis di cessare tutti i contratti in essere dal 31 dicembre. La comunicazione è stata inviata ai sindacati di categoria. Dei 97 esuberi, 54 sono impegnati nel solo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, dove da giorni i lavoratori Trasnova stanno bloccando gli ingressi merci della fabbrica, provocando, di fatto, il fermo delle produzioni.
La situazione è stata definita gravissima da Cgil Napoli e Campania, che si aspettano risposte dalle istituzioni. "Questa è la prima crisi vera da quando si è aperta la questione Stellantis sul nostro territorio. È arrivato il momento di porre con serietà la questione delle aziende dell’indotto anche a livello locale.




