Alex Honnold, il grattacielo di Taipei e l'arte verticale del 'free solo'

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Con il naso all'insù e il fiato sospeso, centinaia di persone hanno seguito dalla base l'impresa dell'arrampicatore statunitense Alex Honnold, che ha scalato in free solo il Taipei 101, il grattacielo più alto di Taiwan. L'ascesa, durata circa un'ora e mezza lungo la facciata sud-est dell'edificio alto 508 metri e composto da 101 piani, è stata portata a termine senza l'ausilio di corde, imbracature o qualsivoglia sistema di protezione, confermando il climber quarantenne come il primo a compiere una simile ascensione nella capitale taiwanese. L'evento, autorizzato dalle autorità cittadine e dalla gestione della torre, è stato trasmesso in diretta streaming, trasformando una performance atletica di altissima specializzazione in uno spettacolo globale, capace di polarizzare, come spesso accade, le opinioni del grande pubblico tra chi vi legge una bravata pericolosa e chi, invece, un omaggio al puro gesto tecnico.

Un percorso dalla parete di roccia al cemento armato

Honnold, la cui fama era già stata consacrata dal documentario premio Oscar Free Solo che nel 7 raccontava la sua scalata su El Capitan, nel Parco nazionale di Yosemite, ha dunque trasferito la sua disciplina estrema dall'ambiente naturale a quello urbano. Se da bambino, come si racconta, a soli dodici anni scalò un edificio fino al settimo piano perché chiuso fuori dall'appartamento, oggi ha affrontato una struttura concepita per sfidare i terremoti e i tifoni, con una facciata complessa e levigata che rappresenta una sfida completamente diversa dalla roccia granitica. La preparazione meticolosa, del resto, è una costante nel suo approccio, elemento che distingue queste performance da azioni impulsive, pur non eliminando il rischio intrinseco e la discussione sulla loro esposizione mediatica.

La scena degli arrampicatori urbani e il caso di Alain Robert

L'impresa di Taipei, per quanto eccezionale, si inserisce in un contesto che ha i suoi precedenti, sebbene spesso in modalità e con spiriti differenti. Figure come lo Spider-man francese Alain Robert, noto per le sue ascensioni in solitaria di grattacieli in tutto il mondo indossando spesso i caratteristici stivali da cowboy e una giacca di pelle, hanno da tempo popolato le cronache, a volte con esiti giudiziari. Questi episodi, tuttavia, si configurano frequentemente come azioni non autorizzate, mentre l'ascesa di Honnold è avvenuta in un quadro concordato e pianificato, un dettaglio non secondario che ne modifica la percezione e il contesto operativo, allontanandola dalla semplice acrobazia clandestina.

La disciplina estrema sotto la lente pubblica

Ciò che resta, al di là delle ovazioni della folla presente e del dibattito suscitato, è la testimonianza di una forma d'arte atletica che spinge al limite le possibilità fisiche e mentali dell'individuo. La scalata in free solo, che elimina qualsiasi margine per l'errore, richiede una concentrazione assoluta, una conoscenza millimetrica della via e un controllo della paura che pochi possono affermare di padroneggiare. L'averla applicata a un simbolo architettonico della modernità come il Taipei 101, sotto gli occhi del mondo attraverso una piattaforma di intrattenimento, ha creato una collisione unica tra sport estremo, spettacolo e architettura, offrendo una nuova, vertiginosa, prospettiva su entrambi.

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