Dove trascorrono il Natale le famiglie reali? La tradizione a Sandringham tra inviti ridotti e rituali immutati

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per la famiglia reale britannica, il periodo natalizio, che ha visto un preludio con il consueto concerto di canti organizzato da Kate Middleton, si snoda secondo un copione consolidato, il cui palcoscenico obbligato è da decenni la tenuta di Sandringham, residenza privata del sovrano sulla costa del Norfolk. È lì, all’interno della sala da ballo, che si consuma il sontuoso pranzo di Natale, preceduto, come da rituale, dalla funzione religiosa alla chiesa di Santa Maria Maddalena nel vicino villaggio, un momento pubblico al quale i membri della famiglia non mancano mai di presentarsi, offrendo ai fotografi un’immagine di unità.

Una lista d'invitati più ristretta e le assenze ingombranti

Se i luoghi e i gesti appaiono immutati, non altrettanto si può dire per la composizione del ristretto gruppo che prenderà parte ai tre giorni di festeggiamenti, dalla Vigilia al Boxing Day. Quest’anno, infatti, la lista degli ospiti risulterà più scarna rispetto al passato, contandone circa trentanove, un numero che segna una netta diminuzione rispetto alla cinquantina dello scorso anno, quando il personale aveva espresso malumore per il carico di lavoro eccessivo. Tra le assenze più significative, che non possono non essere notate, spiccano quelle del principe Andrea e di Sarah Ferguson, ai quali è stato comunicato che non sarebbero stati i benvenuti, una decisione maturata, com’è noto, dopo le ripetute rivelazioni sul loro legame con il finanziere Jeffrey Epstein, la cui ombra, nonostante le sentenze, continua a proiettarsi su alcuni degli ambienti frequentati.

I rituali tramandati: dai regali al discorso del re

Al di là delle dinamiche familiari, che pure lasciano trasparire tensioni e esclusioni, il meccanismo delle celebrazioni prosegue con puntualità svizzera, ereditato dall’epoca di Elisabetta II e ora custodito da re Carlo III, il quale si è impegnato a preservarne lo spirito. Come sottolinea l’esperta di casa reale Emily Andrews, numerose consuetudini rimangono inviolate: lo scambio dei doni avviene rigorosamente la sera della Vigilia, secondo un’usanza di origine tedesca, mentre il giorno di Natale, dopo la funzione e la passeggiata verso la chiesa, il pranzo viene servito in anticipo per consentire a tutti di radunarsi davanti alla televisione alle tre in punto, per ascoltare il tradizionale discorso del monarca al Regno e al Commonwealth.

L'atmosfera tra formalità e intimità familiare

Anche il dress code, sebbene meno rigido che in occasioni di Stato, risponde a precise indicazioni, con abiti eleganti per la cena della Vigilia, mentre il pranzo del giorno di Natale vede una tavola imbandita con l’argenteria e il vasellame storico della collezione reale. Si tratta, in sostanza, di un delicato equilibrio tra la dimensione pubblica, rappresentata dall’uscita in chiesa e dal messaggio televisivo, e quella privata, che si svolge dietro le mura della residenza, dove per pochi giorni l’etichetta, pur presente, cede parzialmente il passo a una quotidianità familiare, seppur sempre osservata.

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