Andrea Baraldo morto sul lavoro, Albaredo proclama il lutto cittadino

Andrea Baraldo morto sul lavoro, Albaredo proclama il lutto cittadino
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Albaredo d’Adige proclama il lutto cittadino per Andrea Baraldo, morto sul lavoro a 42 anni nella torneria DueB di Santa Maria di Zevio, nel Veronese. L’imprenditore artigiano ha perso la vita lunedì 28 settembre mentre si trovava all’interno dell’azienda di famiglia: è stato colpito alla testa da un macchinario e per lui i soccorsi si sono rivelati inutili. Il sindaco Marco Fuin ha disposto il lutto in coincidenza con il giorno dei funerali, per testimoniare il dolore che ha attraversato il paese dove Baraldo viveva ed era molto conosciuto.

L’incidente nella torneria DueB e le indagini sulla dinamica

L’incidente si è verificato nella mattinata, quando l’artigiano era solo nello stabilimento. A trovarlo è stato il padre Daniele, che lavorava con lui nella società e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, con l’elicottero di Verona Emergenza, ma il grave trauma riportato non ha lasciato possibilità di intervento. Gli accertamenti sulle cause sono stati affidati ai tecnici dello Spisal dell’Ulss 9 e ai carabinieri, mentre il macchinario coinvolto è stato posto sotto sequestro per consentire le verifiche necessarie a ricostruire con precisione ciò che è accaduto.

Baraldo lavorava nel settore della metalmeccanica di precisione e aveva costruito la propria attività professionale nella torneria fondata insieme al padre. Accanto al lavoro coltivava da sempre una forte passione sportiva: il motocross, praticato fin da bambino e al quale era tornato anche a livello agonistico negli ultimi due anni. Il Comitato regionale Veneto della Federazione Motociclistica Italiana lo ha ricordato come uno dei piloti della propria squadra e come una presenza importante nell’ambiente delle gare regionali. La morte ha colpito anche il mondo del motocross veneto, oltre ad Albaredo e alla zona di Zevio legata alla sua attività professionale.

Funerali e lutto cittadino ad Albaredo d’Adige

Le esequie sono fissate per giovedì 1 ottobre alle 15 nella chiesa parrocchiale di Albaredo d’Adige. L’ordinanza comunale prevede l’esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici e scolastici e un minuto di raccoglimento a mezzogiorno negli uffici comunali e nelle scuole. Durante la cerimonia funebre, dalle 15 alle 16, ai commercianti e ai titolari dei pubblici esercizi è stato rivolto l’invito ad abbassare le saracinesche in segno di rispetto. L’imprenditore lascia la compagna e due figli.

La tragedia si inserisce in una sequenza di gravi infortuni che ha interessato il Veneto nelle stesse ore. Ad Altavilla Vicentina Stefano Ramazzin, operaio di 56 anni residente a Colognola ai Colli, è precipitato da un’impalcatura mentre si trovava nella sede di un’azienda specializzata nel trattamento superficiale dei metalli industriali. La caduta, avvenuta da un’altezza di circa quattro metri, gli ha provocato un grave trauma alla testa. Trasportato all’ospedale San Bortolo di Vicenza e ricoverato in rianimazione, è morto nelle ore successive; il fascicolo aperto dalla Procura è passato dall’ipotesi di lesioni personali gravissime a quella di omicidio colposo.

Morti sul lavoro in Veneto, 66 vittime nei primi sette mesi

I dati sulla sicurezza rendono ancora più pesante la successione degli incidenti. Secondo le cifre di Vega Engineering diffuse dalla Tgr Veneto, nei primi sette mesi del 2026 nella regione sono stati registrati 66 infortuni mortali, dieci dei quali nella provincia di Verona. Le denunce di infortunio risultavano pari a 41 al giorno, tre in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo gli ultimi decessi, la Tgr Veneto ha indicato in 72 il numero delle vittime dall’inizio dell’anno, segnalando per la regione una frequenza superiore sia alla media nazionale sia a quella della Lombardia.

Sul tema è intervenuto anche Lino Splendore, presidente di ANMIL Veneto, associazione alla quale aderì 46 anni fa dopo avere perso due familiari in circostanze analoghe. Il prossimo appuntamento regionale dedicato alle vittime degli incidenti sul lavoro è previsto domenica 11 ottobre a Longarone, sede scelta per la Giornata nazionale promossa dall’ANMIL. Nel corso dell’iniziativa è previsto anche un confronto sulle possibili soluzioni legislative in materia di sicurezza.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.