Kia EV5 ed EV2, la doppia sfida coreana nel segmento dei Suv elettrici compatti
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Redazione Economia
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L’attesa, è bene dirlo subito, è stata piuttosto lunga. Prodotta inizialmente per mercati lontani come quello cinese e sudcoreano, la Kia EV5 – il Suv full electric di medie dimensioni della casa automobilistica coreana – ha finalmente debuttato sulle nostre strade, andando a inserirsi in un segmento, quello dei crossover a emissioni zero, che viaggia a vele spiegate grazie anche agli incentivi governativi. Il ritardo accumulato, dovuto a una complessa logistica di spedizione e ai necessari adeguamenti alle severe normative europee in materia di sicurezza e sistemi ADAS, ha insomma trovato una soluzione. La strategia di lancio globale, che aveva dato priorità ad altri Paesi, si è così conclusa anche per l’Italia, dove il marchio celebra peraltro trent’anni di presenza.
Un abitacolo pensato per l’uso quotidiano
Sotto la scocca, la piattaforma E-GMP a 400 Volt ospita un’unica motorizzazione per ora disponibile: un propulsore elettrico anteriore da 217 cavalli (160 kW) alimentato da una batteria da 81,4 kWh. Quest’ultima, promettendo un’autonomia fino a 530 chilometri nel ciclo WLTP, consente una ricarica rapida in corrente continua che porta la carica dal 10 all’80% in circa mezz’ora. A bordo, e questo è forse l’aspetto più rilevante per chi cerca una vettura per la famiglia, la spaziosità la fa da padrona: il bagagliaio posteriore tocca i 566 litri, cifra che sale abbattendo i sedili, mentre il piccolo frunk anteriore da 44 litri offre un comodo spazio per riporre i cavi di ricarica.
La tecnologia, d’altronde, non manca. Il sistema i-Pedal 3.0 permette una guida a singolo pedale, affiancato da uno Smart Regeneration System che adatta il recupero di energia sfruttando i dati della navigazione satellitare. Interessante, per chi ama il fuoristrada o le gite fuori porta, la funzione V2L (Vehicle-to-Load), che trasforma l’auto in una batteria esterna per alimentare dispositivi elettrici. Se l’EV5 rappresenta quindi la risposta per chi cerca spazio senza rinunciare alla sostanza, è però un’altra novità, più piccola e terrena, a far parlare di sé in queste settimane.
L’irruzione della sorella minore sul mercato
Mentre la EV5 si posiziona come un’ammiraglia compatta, la Kia EV2 punta dritta al cuore pulsante della mobilità urbana e periurbana, dove il prezzo è il fattore discriminante per eccellenza. Prodotta in Slovacchia, nello stabilimento di Zilina, questa B-Suv da poco più di 4 metri di lunghezza abbandona le architetture a 800 Volt per una più convenzionale piattaforma a 400 V, mossa che ha permesso di abbattere i costi senza però rinunciare a tempi di ricarica rapidi (dal 10 all’80% in circa mezz’ora). L’obiettivo, del resto, è chiaro: scardinare le resistenze degli automobilisti europei nei confronti dell’elettrico, offrendo un prodotto muscoloso nell’aspetto ma intelligente nei contenuti, in grado di destreggiarsi nel caos cittadino con la stessa disinvoltura con cui si concede una gita fuori porta.
Il listino, in tal senso, è eloquente. Si parte da 26.600 euro per la versione Light, dotata di batteria LFP da 42,2 kWh (fino a 317 km di autonomia), mentre la versione più razionale è quella Long Range: con accumulatori NMC da 61 kWh, l’EV2 dichiara fino a 453 km di percorrenza, avvicinandosi pericolosamente alle concorrenti più blasonate come la Renault 4 E-Tech o la futura Volkswagen ID.2.
Dotazione tecnica e dettagli costruttivi
Salendo a bordo della EV2, la sensazione è quella di ritrovarsi in un’auto di segmento superiore. La plancia, dominata dal doppio schermo da 12,3 pollici (strumentazione e infotainment) affiancato da un piccolo display da 5 pollici per il clima, presenta una qualità percepita solida, sebbene caratterizzata da plastiche rigide. La vera chicca, che gli appassionati di tecnologia apprezzeranno, è il Remote Smart Parking Assist, un sistema di parcheggio da remoto che permette alla manovra di avvenire senza conducente a bordo, una rarità per questa fascia di prezzo. La casa coreana, insomma, ha giocato la carta della democratizzazione: la stessa che, qualche anno fa, ha rivoluzionato il concetto di garanzia con i 7 anni di copertura, presente anche su questi nuovi modelli.
Non si può, tuttavia, ignorare un aspetto strutturale legato alla produzione. La scelta di localizzare la fabbricazione della EV5 in Cina e Corea ha creato un collo di bottiglia logistico, mentre la EV2, essendo “made in Europe” (Slovacchia), potrà contare su una catena di approvvigionamento più reattiva e, probabilmente, su una maggiore flessibilità commerciale. Due modelli, due filosofie diverse, che però condividono lo stesso Dna: quello di chi cerca di rendere l’elettrico una scelta pratica e priva di ansie, senza troppi fronzoli ma con la sostanza necessaria per convincere chi, fino a ieri, guardava con sospetto alle prese di corrente.




