Alberto Tomba cena con Kimi Antonelli e si commuove per Flora Tabanelli, mentre Toto Wolff esalta la “piccola rockstar”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tempo passa e tu non passi mai. Cantavano così i Negramaro e frase più adatta forse non potrebbe esserci se si parla ancora oggi di Alberto Tomba. Il grande campione azzurro è stato protagonista, insieme alla nuova stella Flora Tabanelli, delle premiazioni del Criterium Nazionale Cuccioli, la più importante manifestazione giovanile organizzata dalla Federazione italiana sport invernali (Fisi) che quest’anno si è svolta al Corno alle Scale. Proprio in quell’occasione, tra i piccoli atleti e la neve, Tomba ha rivelato un aneddoto che unisce idealmente due generazioni di sportivi italiani, confermando di avere un appuntamento a tavola imminente con il fenomeno della Formula 1. “Ci stiamo messaggiando in questi giorni con suo padre per organizzare”, ha spiegato riferendosi a Marco Antonelli, e “andremo presto a cena insieme”. Parole che gettano un ponte tra lo sci e l’automobilismo, tra un passato glorioso e un presente che sembra già proiettato verso il futuro.

La vittoria di Kimi Antonelli sul circuito della Cina, impreziosita anche dalla pole position, rappresenta il fiore all’occhiello del progetto ritagliato da Toto Wolff sul talento italiano più clamoroso della storia della F1 moderna. Il ragazzo, appena diciannovenne, ha riportato il nostro Paese sul gradino più alto del podio dopo un’attesa lunga vent’anni (l’ultimo era stato Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006). Per Wolff, il giovane pilota è a tutti gli effetti “una piccola rockstar”, un’etichetta che calza a pennello per chi gestisce la pressione con la disinvoltura mostrata a Shanghai. Il manager austriaco ha sottolineato come non abbia mai vissuto come un rischio la decisione di portarlo subito in Mercedes, nonostante le critiche iniziali di chi lo riteneva troppo acerbo per un sedile di così alto profilo. Una scommessa vinta, visto che al secondo appuntamento della seconda stagione, il pilota ha già messo a segno un risultato che ha spiazzato anche i più fiduciosi.

Il rimpianto Ferrari e il caso nazionale

Kimi Antonelli ha già smesso di essere un semplice talento per diventare un caso nazionale. Succede quando attorno a un ragazzo cominciano a stringersi aspettative che non gli appartengono più, un destino che per certi versi accomuna il pilota della Mercedes al suo amico Jannik Sinner. Alberto Tomba, nel commentare l’impresa del giovane emiliano, ha voluto smorzare i toni riguardo a un possibile futuro in rosso, invitando alla calma. “È stato veramente grandioso. Sento dire che è un peccato non averlo in Ferrari ma magari in futuro ci arriverà”, ha dichiarato lo sciatore, aggiungendo un saggio consiglio: “Ha appena 19 anni, diamogli tempo”. Un’indicazione che arriva da chi, come Tomba, sa cosa significhi gestire la pressione di essere un idolo in Italia, lontana dalle speculazioni da talk show.

Il dato di fatto è che Antonelli, oggi, non è semplicemente un ragazzo che corre forte; è “il nuovo”, quello che deve riportare qualcosa che sentiamo di aver perso da tempo, un italiano in grado di vincere il mondiale. Eppure, mentre il dibattito infuria sulla mancata acquisizione da parte della Ferrari, il diretto interessato sembra navigare in acque più serene. Il fatto che la Mercedes abbia creduto in lui sin dalle categorie base rappresenta per lui un valore fondamentale, un legame che va oltre il semplice contratto. La scelta di puntarci subito, senza passaggi intermedi in team satellite, ha creato un rapporto di fiducia che ora sta restituendo dividendi in termini di risultati e di serenità nell’ambiente.

L’affetto del paddock e il ritorno alle origini

L’attenzione mediatica attorno ad Antonelli è tale che ogni suo spostamento diventa degno di nota. Sono circa le 11 quando Andrea Kimi Antonelli arriva sul circuito di Franciacorta, accompagnato da papà Marco. In quel momento l’attenzione si sposta dalla pista, dove si sta disputando l’ultimo round della Wsk Super Master Series, tutta su di lui. Nel paddock di Castrezzato, un piccolo comune in provincia di Brescia, si radunano oltre quattrocento giovani di sessanta nazioni diverse, che lo vedono come un punto di riferimento assoluto. La stella della Mercedes non dice mai di no alle richieste di autografi, selfie e consigli, dimostrando una maturità che va ben oltre la sua età anagrafica. Un atteggiamento che lo rende amato non solo dai tifosi, ma anche dai colleghi più giovani che aspirano a seguire le sue orme.

Questa capacità di rimanere con i piedi per terra, nonostante il clamore mediatico, è probabilmente uno dei fattori che ha convinto Toto Wolff della bontà della sua scelta. Tornare al kartodromo, dove tutto è iniziato, rappresenta per lui un modo per ricaricare le energie e ricordare le proprie radici. In un mondo dominato dalla tecnologia delle monoposto e dagli interessi economici miliardari, quella sosta a Franciacorta è stata quasi un atto dovuto verso se stesso e verso chi lo ha sostenuto agli albori della carriera. Un gesto che parla di autenticità, in un ambiente dove spesso le apparenze giocano un ruolo predominante.

I segnali di un nuovo corso

Toto Wolff, dal canto suo, ha già dovuto difendere pubblicamente la sua scelta in più di un’occasione. Con la vittoria in Cina, però, ha potuto permettersi il lusso di una “piccola rivincita” personale. “Quando le cose vanno male, ci sono persone che dicono che è stata una cattiva decisione e che la Mercedes ha corso un rischio troppo grande”, ha spiegato, ricordando le critiche ricevute dopo i primi passi a vuoto del ragazzo. Ma il dirigente austriaco conosce bene il carattere altalenante del circo della F1, definendolo “maniaco-depressivo”: oggi è tutto meraviglioso, ma tra due settimane, se dovesse finire contro le barriere in Giappone, tornerebbero i dubbi. È per questo che, nonostante l’entusiasmo, il messaggio è di mantenere i piedi ben saldi a terra.

Nel frattempo, per Alberto Tomba la vita continua tra una premiazione e l’altra. Al Criterium Nazionale Cuccioli, la presenza della giovane Flora Tabanelli, stella nascente del freestyle, lo ha profondamente emozionato fino a commuoverlo, quasi a sottolineare il passaggio di testimone tra chi ha scritto la storia e chi sta per scriverla. E mentre la neve scendeva sul Corno alle Scale, la mente correva già alla cena imminente con il baby fenomeno delle quattro ruote. Un’occasione informale, forse, per parlare di futuro, di pressione, di Ferrari o semplicemente per scambiarsi due chiacchiere tra campioni. Quel che è certo è che il tempo, per alcuni, sembra davvero non passare mai.

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