Test Bahrain, Russell davanti a Hamilton. Problemi per Cadillac, la Ferrari si conferma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il terzo ed ultimo giorno della prima sessione di test pre-stagionali della Formula 1, ospitata come di consueto sul tracciato di Sakhir in Bahrain, ha offerto i primi riscontri cronometrici di un certo interesse al termine della mattinata. La sessione, della durata di quattro ore, ha visto la Mercedes di George Russell imporsi con decisione, facendo segnare un tempo di 1'33"918 che rappresenta non solo il miglior rilievo parziale di questa giornata conclusiva ma anche la prestazione più veloce assoluta dall'inizio di queste prove collettive. Il britannico è così riuscito nell'intento di abbattere per primo il muro dell'1'34", un dato che, seppur da interpretare con la consueta cautela del periodo, restituisce fiducia ad un team che nei giorni precedenti aveva dovuto fare i conti con qualche problema di affidabilità.

Alle spalle di Russell, a soli 291 millesimi di secondo, si è piazzato Lewis Hamilton al volante della Ferrari. Il sette volte campione del mondo, richiamato in cabina di pilotaggio dalla Scuderia per questa sessione mattutina dopo aver saltato la seconda giornata, ha così potuto proseguire il suo programma di adattamento alla nuova monoposto e ai rivoluzionari regolamenti tecnici entrati in vigore quest'anno. La prestazione del britannico, così come quella del suo ex compagno di squadra in Mercedes, ha contribuito a delineare un primo, seppur vago, ordine delle forze in campo, confermando la competitività del team di Brackley e la solidità mostrata finora da quello di Maranello.

Verstappen lontano e una bandiera rossa per Bottas

Max Verstappen, tornato al volante della Red Bull dopo aver ceduto il sedile a Isack Hadjar nella giornata di giovedì, ha chiuso la sessione con il terzo tempo assoluto. Il dato, un 1'35"341 che lo pone a oltre un secondo e quattro decimi dalla vetta, assume però un significato relativo, considerando l'eterogeneità dei programmi di lavoro e dei carichi di carburante con cui le squadre hanno operato durante la mattina. L'olandese, che nelle ultime ore aveva espresso più di una perplessità sulle sensazioni di guida offerte dalle nuove vetture, definite ai limiti tra la Formula 1 e la Formula E, ha comunque completato 61 giri, un bottino utile per accumulare dati in vista del prosieguo dello sviluppo.

La sessione, per il resto scorrevole, è stata interrotta brevemente da una bandiera rossa causata da Valtteri Bottas. Il finlandese, alla guida della Cadillac, è stato costretto a fermarsi la sua monoposto lungo il tracciato. La vettura, poi rimossa dalle gru, ha potuto riprendere la pista successivamente, consentendo a Bottas di chiudere con un totale di 37 tornate, un numero inferiore rispetto alla media dei colleghi. Per il nuovo team americano si è trattato del secondo inconveniente tecnico in due giorni, dopo quello che aveva coinvolto Sergio Perez nella sessione precedente, a dimostrazione delle difficoltà di ambientamento che un nuovo progetto inevitabilmente comporta.

Il lavoro in pista e le gerarchie ancora provvisorie

Alle spalle dei primi tre, la classifica dei tempi ha visto emergere Oliver Bearman con la Haas, quarto, e Oscar Piastri con la McLaren, quinto, entrambi autori di un elevato numero di giri. Piastri, che ha avuto la vettura a disposizione per l'intera giornata, ha accumulato 73 passaggi, concentrandosi verosimilmente su prove di passo e raccolta dati aerodinamici, come confermato dall'utilizzo di strumentazioni specifiche quali i rake. A seguire, Franco Colapinto ha proseguito il suo apprendistato in Alpine, chiudendo sesto davanti a Carlos Sainz (Williams) e a Liam Lawson. Il neozelandese della Racing Bulls è stato il pilota più attivo della sessione mattutina, completando ben 84 giri, un carico di lavoro notevole che suggerisce una priorità orientata all'affidabilità e alla conoscenza della vettura.

Più staccati Gabriel Bortoleto con l'Audi e Lance Stroll con l'Aston Martin; il canadese, così come il suo team, sembra al momento dover fronteggiare difficoltà maggiori nel trovare il giusto bilanciamento, chiudendo a oltre quattro secondi e mezzo dalla vetta. È chiaro, ad ogni modo, che questa prima uscita ufficiale per le undici squadre al via del campionato 2026 ha un valore relativo in termini prestazionali puri. L'obiettivo principale rimane la mappatura dei complessi sistemi, l'adattamento alle nuove power unit e la raccolta di informazioni utili per gli ingegneri in vista del secondo e decisivo appuntamento di test, previsto sempre in Bahrain a partire dalla prossima settimana.

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