Corea del Nord, Kim Jong-Un accoglie i soldati rientrati dalla guerra in Ucraina
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Redazione Esteri
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In una coreografia di Stato impeccabile, la televisione di Pyongyang ha trasmesso le immagini di Kim Jong-Un che, con un abbraccio, accoglie i militari rientrati da quello che il regime definisce un dispiegamento nella regione russa di Kursk. La cerimonia, svoltasi nella capitale, è stata costruita attorno a una duplice narrazione, quella del trionfo per i reduci e quella del lutto per i caduti, come si evince dal momento in cui il leader ha deposto un fiore bianco davanti ai ritratti dei nove soldati dichiarati morti in combattimento.
Il riferimento alla missione di sminamento
La spettacolarizzazione del ritorno
L’evento, come di consueto nel regime, è stato gestito con un’attenzione meticolosa al simbolismo e alla comunicazione di massa. I reggimenti sono stati omaggiati in uno spettacolo grandioso, che mescolava elementi militari e patriottici, trasmesso in diretta dall’emittente KCTV. Questo tipo di celebrazione, che non ha eguali per pubblicità riguardo al ruolo nordcoreano nel conflitto, serve a un duplice scopo interno: elevare il prestigio delle forze armate e rafforzare l’immagine di Kim Jong-Un come comandante che condivide, almeno retoricamente, i rischi dei suoi soldati.
Il contesto internazionale e le implicazioni
L’aperto riconoscimento del contributo militare a Mosca arriva in un momento di ridefinizione degli assi geopolitici, segnato anche dalla rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. La mossa di Pyongyang, che fino ad ora aveva mantenuto un velo di ambiguità sull’entità del suo sostegno alla Russia, sembra ora calcolata per testimoniare pubblicamente la solidità dell’alleanza con il Cremlino. La celebrazione, dunque, trascende la semplice cronaca di un rimpatrio per diventare un messaggio politico chiaramente indirizzato sia alla popolazione nordcoreana che alla scena internazionale, segnalando una volontà di essere attore diretto, seppur in una veste dichiaratamente tecnica, in un conflitto che continua a dividere il mondo.




