Alto Adige, valanga sull'Ortles: un urlo ha salvato due compagni, morti padre e figlia
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Redazione Interno
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La montagna, che fino a poco prima aveva concesso loro la speranza della vetta, ha improvvisamente scatenato la sua furia più cieca, trasformando una giornata di arrampicata in una trappola mortale a oltre tremiladuecento metri di quota. Sulla parete nord dell'Ortles, precisamente nel settore di cima Vertana, una slavina si è staccata sabato, falciando due cordate di alpinisti tedeschi che, sebbene partiti separatamente, condividevano l'obiettivo della scalata dopo essersi incontrati al rifugio. L'evento, la cui dinamica è stata ricostruita dai soccorsi alpini, ha visto alcuni di loro, che stavano salendo un canalino servendosi di piccozza e ramponi, essere colti in pieno dalla massa di neve che si è mossa improvvisa e violenta.
Il drammatico recupero in condizioni proibitive
Le operazioni di soccorso, che si sono protratte fino alla tarda mattinata di domenica, hanno dovuto affrontare l'ostacolo insidioso della nebbia, un elemento che ha reso ancor più complesso e pericoloso l'intervento sulle pendici dell'Ortles. I soccorritori, partiti all'alba, sono riusciti a raggiungere la zona dell'incidente dove, dopo aver individuato prima uno zaino, hanno rinvenuto gli ultimi due corpi che mancavano all'appello. Uno di essi giaceva sotto un leggero strato di neve, mentre l'altro aveva trovato un tragico approdo in un crepaccio, completando così un bilancio che si è purtroppo chiuso con cinque vittime accertate, tutte di nazionalità tedesca.
L'ultimo ritrovamento e il gesto che ha evitato una strage più ampia
Gli ultimi due alpinisti deceduti, i cui corpi sono stati recuperati in extremis, sono un padre e sua figlia diciassettenne, dispersi da quando la valanga si era scatenata. La loro scomparsa aveva tenuto con il fiato sospeso, fino al ritrovamento che ha definitivamente confermato le peggiori paure. Quel che emerge con forza dalla ricostruzione è l'eroico tentativo di dare l'allarme: secondo quanto riferito, fu proprio un urlo lanciato durante la caduta della neve a permettere di salvare due compagni di cordata. Quel grido, lanciato forse nella consapevolezza del pericolo imminente, ha consentito a un gruppo di due persone, che assisteva alla scena senza essere stato travolto, di allertare tempestivamente i soccorsi, limitando le conseguenze di una tragedia che avrebbe potuto mietere ancora più vittime.
Un bilancio che segna tre nuclei familiari
La tragedia dell'Ortles, con il suo conto finale di cinque morti e due sopravvissuti, ha colpito nel profondo tre diverse famiglie, i cui componenti sono stati strappati alla vita dalla forza inarrestabile della natura. La dinamica, che ha visto gruppi procedere in modo indipendente ma condividere la stessa via, sottolinea quanto imprevedibile possa essere l'esito di un'ascensione in alta quota, dove le condizioni del terreno possono mutare in un istante. La montagna ha restituito i suoi morti, lasciando però il peso di un lutto che ha varcato i confini nazionali, segnando per sempre le esistenze di chi, in Germania, attendeva il ritorno dei propri cari.




